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Alcohol History ep.7: Samba e Caipirinha

Un viaggio oltreoceano per riassaporare l’estate nel mezzo del nostro pieno autunno. Alla scoperta del cocktail più popolare del Brasile, ed esportato

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Un viaggio oltreoceano per riassaporare l’estate nel mezzo del nostro pieno autunno. Alla scoperta del cocktail più popolare del Brasile, ed esportato “em todo o mundo”.

La Caipirinha

Forse non è il primo drink che vi viene in mente di ordinare la sera, che sia un locale o una discoteca; forse, dato il suo gusto fruttato lo reputate troppo femminile, inadatto ai palati forti e maschi. Forse ancora non siete abituati a mangiare da qualche parte del sushi brasiliano, e quindi non sapete come sia categoricamente vietato accompagnarlo con qualcosa che non sia alcohol in salsa verdeoro.

Eppure la diffusione della Caipirinha non è certo cominciata oggi, e seppur in Italia non sia ancora il più richiesto, la sua popolarità ha raggiunto alti livelli sia in Nord America che in Asia. Ordinare la Caipirinha è anche uno stile, un’immersione totale nella sfera Brasiliana, l’idea di potersi trasportare con qualche sorso sulle spiagge di Copa Cabana, a Rio de Janeiro, che non sarà la Capitale de facto Portoghese, ma nell’immaginario collettivo è IL Brasile.

Bene, se anche un minimo sono riuscito a proiettarvi in questa dimensione carica di Saudade, posso davvero raccontare le origini del soggetto in questione. La Caipirinha deriva dal diminutivo della parola caipira, termine usato per definire gli abitanti delle zone di San Paolo, ha in verità origine nella regione di San Paolo, più precisamente a Piracicaba. È definito come uno dei simboli nazionali Brasiliani, non solo per l’immaginario paradisiaco già raccontato, ma perché utilizzato perfino durante i pasti, nonostante l’elevato tasso alcolico.

Origini nebulose ne accompagnano la nascita, ma l’idea più diffusa indica una data e un racconto: il 1918 viene pensato un miscuglio a base di cachaça, lime spremuto, ghiaccio e zucchero che, come per molti altri alcolici, si diceva essere un ottimo rimedio per curare le malattie di stagione; una classica ricetta medica popolare, che però prese a poco a poco altre direzioni, in particolare la diffusione a livello nazionale come bevanda dal gusto fresco e piacevole. Altra storia, meno confermata. È quella secondo cui l’origine fosse dovuta ad un utilizzo per feste ed eventi svoltisi a Piracicaba, un cocktail sostitutivo per i ben più altolocati alcolici, come Whiskey e vino importato, non certo accessibili per tutti i cittadini, che quindi ricorsero a un preparato casareccio.

Curiosità

Designato come cocktail ufficiale anche dall’IBA, la Caipirinha ha tra le sue particolarità le moltissime varianti. È infatti molto frequente apportare varie modifiche a questo drink, semplicemente cambiando la frutta da utilizzare. È quindi oggi possibile assaporare varianti alla portata di ogni gusto personale.
È importante sapere che questo drink non deve essere mai shekerato, ma mescolato con lo stirrer, pena la perdita del gusto originale. Se possibile il succo di lime andrebbe passato sul bordo del bicchiere, per poi aggiungere su di esso lo zucchero di canna.

Ricetta

Ecco la versione riportata dall’IBA:

5 cl Cachaça
1/2 Lime fresco
2 cucchiai di zucchero

Bicchiere consigliato per l’utilizzo un old fashioned glass.

Di Umberto Scifoni

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