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I 100 e lode del sud VS i campioni del nord

I 100 e lode del sud VS i campioni del nord

L'Italia si trova nuovamente spaccata fra Nord e Sud. Questa volta l'argomento che divide la nostra penisola a metà è la scuola, in particolare i succ

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L’Italia si trova nuovamente spaccata fra Nord e Sud. Questa volta l’argomento che divide la nostra penisola a metà è la scuola, in particolare i successi scolastici.

Con i nuovi dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione risulta un abbondanza al Sud di 100 e lode alla maturità, mentre il Nord spicca per i campioni in gare matematiche, di lingua italiana e latina.

Sono due aspetti complementari della scuola italiana che però si vedono nettamente separati.
I dati mostrano un record di lodi in Puglia che conta 851 ragazzi maturati con il massimo del punteggio, tre volte tanto il numero lombardo che, nonostante abbia il doppio degli studenti pugliesi, registra soli 256 studenti con lode.

Infatti la maturità appena passata conta il 56% dei 100 e lode al meridione e il restante 24% se lo aggiudica il settentrione.

Situazione completamente rovesciata per quanto riguarda le competizioni su materie specifiche che ogni anno vengono organizzate.

Con la nuova statistica Indire aggiornata il 15 dicembre scorso, il settentrione conta il 59% di campioni contro il 23% del meridione.

Queste supremazie riconfermate ogni anno portano non poche perplessità sia fra gli insegnanti che fra i politici.
Il divario che preoccupa maggiormente è quello dei voti di maturità, che già quest’estate ha provocato numerose polemiche.

I dati risultanti quest’anno dall’esame di maturità e dai test invalsi sono contrastanti. Infatti se gli studenti del mezzogiorno sono quelli con i voti più alti all’esame, sono gli stessi che nella statistica Ocse e Invalsi risultano agli ultimi posti come preparazione scolastica.

I test invalsi, che valutano su due materie (italiano e matematica), sono sostenuti da allievi di scuola elementare, media e superiore, con lo scopo di verificare il livello di apprendimento.
La realtà emersa dai risultati finali degli invalsi è un nuovo gap fra Nord e Sud. Per esempio gli allievi di seconda elementare con il punteggio più basso in matematica sono i calabresi, con Puglia, Sicilia e Sardegna risultate sotto la media nazionale. Alle scuole medie, nella prova di italiano, Campania, Sicilia e Calabria sono inferiori la media nazionale e per le superiori, in matematica gli studenti sardi sono i peggiori.
Questo ribalta nuovamente la visione complessiva della scuola italiana che vede migliore preparazione al Nord.

Ma rimane sempre il problema del gap fra le due parti del paese.
La domanda sorge spontanea: “Si potrà mai sanare la disparità ed avere un paese omogeneo?”

A rispondere è Antonio Marziale, sociologo e presidente dell’Osservatorio dei diritti dei minori: “È difficile se la valutazione si basa su criteri soggettivi, ma è auspicabile”. Inoltre aggiunge che c’è bisogno di un cambio di rotta nel sistema scuola che ha una serie di anomalie la cui colpa non può essere data solo ai docenti ma “piuttosto all’insieme di riforme e riformine con le quali si attuano rivoluzioni solo amministrative, senza entrare mai nei contenuti”.

Dobbiamo aspettarci una nuova riforma scolastica?

Di Chiara Caporali

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