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L’Università di Bari ha risanato i conti


L’Università di Bari ha risanato i conti


Complimenti all’Università di Bari che dopo aver risanato i conti, oggi pensa al rilancio. #FacceCaso. “L’Università di Bari, che pure aveva appena t

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Complimenti all’Università di Bari che dopo aver risanato i conti, oggi pensa al rilancio. #FacceCaso.

“L’Università di Bari, che pure aveva appena tre anni fa un pesante disavanzo di oltre 30 milioni di euro, ha raggiunto l’obiettivo del pareggio di bilancio, risanando i conti con l’impegno di tutta la comunità accademica. Con orgoglio determinazione, la nostra università ha affrontato sacrifici e scelte difficili, ma necessarie ed è ora impegnata al rilancio, migliorando servizi, ambienti studio e di lavoro. Riprendendo a reclutare ricercatori e docenti dopo gli anni di blocco (con un turn-over finalmente tornato al 45% anche per il miglioramento di tutti gli indici)”.

Ha detto il rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio nel discorso inaugurale dell’anno accademico dell’Università Aldo Moro.

L’ateneo barese, ha continuato. “ha migliorato (4° in Italia) la valutazione della qualità della ricerca curata dall’Anvur, è cresciuta la produzione complessiva in media dei ricercatori e nelle citazioni. Ha migliorato nella maggior parte delle classifiche internazionali, collocando si tra le prime 300/400 Università su oltre 200.000 atenei del mondo E ciò nonostante fattori di contesto non favorevoli”.

“La nostra Università”. Ha detto ancora. “Ha poi censito e valorizzato il proprio patrimonio immobiloirae, riqualificando e, prima in Italia, promosso e aderito alla costituzione del fondo immobiliare Invimit del Ministero dell’Economia e Finanze. Conferendo l’ex Manifattura Tabacchi come sede del CNR e altri immobili”.

Uricchio ha sottolineato inoltre l’impegno per “l’internazionalizzazione che guarda in particolare ai vicini paesi balcanici e all’Albania, ai Paesi dell’Asia minore e dell’Africa da cui provengono tanti rifugiati che la nostra università”. Ha concluso.

“Ha concluso e inserito, riconoscendo i titoli di studio conseguiti nei paesi di origine e consentendo di completare i percorsi di formazione”.

“Ai Paesi del nord e sud America con le cui università sono fortissimi i rapporti anche per i tanti figli di migranti pugliesi, molti dei quali rettori e documenti universitari”. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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