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Rettore a Roma Tre, le dimissioni spiegate bene

Rettore a Roma Tre, le dimissioni spiegate bene

Il magnifico rettore del terzo ateneo romano si è dimesso. In mezzo al caos Panizza accusa il Cda per lo stop al campus. Cosa c’è dietro l’improvviso

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Il magnifico rettore del terzo ateneo romano si è dimesso. In mezzo al caos Panizza accusa il Cda per lo stop al campus.

Cosa c’è dietro l’improvviso abbandono da parte di Mario Panizza dal suo ruolo di Rettore a Roma Tre? Tanti pareri sono stati dati, in primis il suo.
Ricostruiamo la vicenda: l’altro ieri nel primo pomeriggio arriva la notizia delle dimissioni del professore, per un incarico ricoperto da quattro anni.

“Cari Colleghi, Personale TAB, Studenti, dopo quattro anni di intenso lavoro, finora condiviso, partecipato e pieno di soddisfazioni, prendo atto dell’impossibilità di dare attuazione esecutiva ad alcune azioni – tra cui un possibile importante finanziamento del Ministero per il miglioramento delle nostre infrastrutture – che ritengo qualificanti per il raggiungimento degli obiettivi del Piano di programmazione triennale, già approvato all’unanimità dagli Organi collegiali.

Considerando perciò impossibile procedere alla realizzazione di quanto mi ero impegnato a perseguire, intendo concludere in anticipo il mio mandato.Ho inviato pertanto, in data 30 maggio 2017, alla Ministra On. Valeria Fedeli formale lettera di dimissioni da Rettore dell’Università Roma Tre. Sono in attesa di comunicazione a riguardo.
Mario Panizza”.

Questo è il comunicato motivazionale inoltratoci dal suo ufficio stampa, parole importanti e pesanti, un je accuse verso chi non l’avrebbe sostenuto nella realizzazione di nuove infrastrutture.

E così ufficialmente la mancata votazione in Cda, per ottenere fondi Miur utili alla costruzione di alloggi presso l’ex Mattatoio, sarebbe stata la causa che ha scaturito questo inaspettato uragano sull’università capitolina.

Alcuni parlano di dimissioni ideate da tempo, causa sempre di dissidi del Cda, frutto pure di assunzioni dettate dal merito e non dalle dinamiche accademiche interne e privilegiate. Queste rimangono voci.
Fabrizio De Filippis, docente di economia e membro del board, si è così espresso: “Il provvedimento è stato esaminato dal cda il 27 aprile, ma poiché il manufatto è di proprietà comunale e ancora non è stato assegnato all’ateneo, tecnicamente non potevamo partecipare al bando del ministero dell’Istruzione. Quindi abbiamo dovuto bocciare la delibera”.

Qualunque sia la verità, si prospetta un cambio importante alla guida di RomaTre!

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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