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Al via il “The Trust Project”: verità e trasparenza contro le “fake-news”

Al via il “The Trust Project”: verità e trasparenza contro le “fake-news”

La lotta alle "fake-news" passa di mano e cambia i combattenti. Saranno ora gli stessi giornalisti a lottare contro le bufale grazie al "The Trust Pro

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La lotta alle “fake-news” passa di mano e cambia i combattenti. Saranno ora gli stessi giornalisti a lottare contro le bufale grazie al “The Trust Project” lanciato a livello internazionale. E c’è anche un pezzetto d’Italia.

Dopo il disegno di legge contro le fake news (proposto a Febbraio e fino ad ora rimasto nel cassetto), la campagna #BastaBufale lanciata dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, il decalogo per gli studenti e le richieste ai grandi colossi del web, la battaglia contro le notizie false sembra prendere una nuova piega. Parte in questi giorni il “The Trust Project“!

Di che cosa stiamo parlando?

Molto semplice, lo spiego subito. Un consorzio formato da 75 testate internazionali, tra le più influenti al mondo, ha deciso di dare il via ad un progetto contro le bufale, appunto il “The Trust Project”.

Sotto la supervisione della giornalista Sally Lehrman, le testate hanno deciso di stilare dei criteri segno di affidabilità e trasparenza verso i lettori.

Le testate che fanno parte del “The Trust Project” saranno infatti contrassegnate da un apposito bollino, definito “Trust Mark”, che consentirà ai lettori di riconoscerle in fatto di credibilità.

Le testate che fanno parte del consorzio hanno dovuto tutte soddisfare 8 parametri appositamente creati ai quali dovranno adeguarsi tutti gli altri giornali che si vorranno fregiare dello speciale riconoscimento.

Ecco quali sono gli indicatori:

  1. Best practice;
  2. Competenze dell’autore;
  3. Genere di articolo;
  4. Citazioni e riferimenti;
  5. Metodi di lavoro;
  6. Le fonti sono locali?
  7. La testata da spazio a voci di diverso orientamento?
  8. Quale contributo possono dare i lettori?

Con l’apposito “Trust Mark” saranno segnate sia le testate che i singoli articoli che rispetteranno tali requisiti. Il segno di riconoscimento sarà visibile anche quando l’articolo girerà sui canali di diffusione (Facebook, WordPress…) dove è molto facile imbattersi nelle “fake-news”.

Del “The Trust Project” fanno parte anche due testate italiane, “La Repubblica” e “La Stampa”, le quali proprio in questi giorni stanno cominciando ad adottare il “Trust Mark”, con l’obiettivo di rilanciare anche in Italia un’idea di giornalismo preciso, credibile e trasparente,  sovvertendo l’ormai dilagante diffidenza dei lettori.

Speriamo che il progetto abbia seguito, spingendo più testate possibili ad adeguarsi, anche solo per acquisire maggiore considerazione, ritrovando quel giornalismo una volta “venerato” perché tale.

#FacceCaso

#Di Lorenzo Maria Lucarelli

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