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Youpol, l’app contro il cyberbullismo

Youpol, l’app contro il cyberbullismo

Realizzata dalla polizia di Stato, Youpol vuole contrastare episodi di bullismo, cyberbullismo, ma anche spaccio di droga. Vediamone le particolarità.

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Realizzata dalla polizia di Stato, Youpol vuole contrastare episodi di bullismo, cyberbullismo, ma anche spaccio di droga. Vediamone le particolarità.

Youpol, un nome che vi può far subito richiamare le forze dell’ordine. E in questo caso è proprio così, scopo e obbiettivo di un’applicazione della polizia di Stato dalle molteplici funzioni.
Disponibile sia su Google Store che Apple Store, si tratta di un sistema nato per contrastare episodi di cyberbullismo, spaccio, bullismo, violenza sui minori e quanto altro. L’operatività è per ora limitata a Roma, Milano e Catania. Entro però il febbraio del 2018 sarà possibile utilizzarla in tutti i capoluoghi d’Italia e dal secondo semestre del prossimo anno in ogni singola città.

Un contatto diretto con gli operatori della polizia è chiaramente il primo criterio funzionale del tutto. Si può segnalare, attraverso Youpol, in tempo reale azioni criminali alla questura, più facilmente quando si è testimoni. Ma funziona anche per inoltrare messaggi ricevuti o fotografie sui social, soprattutto nei casi di bullismo digitale.
Come è strutturata la segnalazione? Prima di tutto l’invio di un messaggio di testo a cui l’utente può allegare immagini e video. Poi viene richiesto di abilitare il GPS, così da geolocalizzare immediatamente il crimine. Ovviamente per accedere all’app è necessario creare un proprio account, in maniera semplice, ma per i più restii esiste anche l’opzione di denuncia anonima.

Sul tema del cyberbullismo, molto discusso negli ultimi anni, è presente tra le funzionalità una ricca sezione F.A.Q, in cui si danno nozioni e consigli proprio sul tema. Dulcis in fundo, a coronare la ricchezza di opzioni, è inserita quella di chiamare direttamente il numero di emergenza 113.
Un’idea intelligente, nata in Polizia, che potrà permettere a molti, soprattutto ai ragazzi vittime di bulli, di farsi avanti rapidamente e denunciare questi modi malsani di vivere l’adolescenza.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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