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Élite, scuole e studenti depressi

Élite, scuole e studenti depressi

Uno studio delle National Academies ha cercato di fare luce sui problemi di chi frequenta le scuole d'élite. Spiccano ansia e depressione. Un paio di

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Uno studio delle National Academies ha cercato di fare luce sui problemi di chi frequenta le scuole d’élite. Spiccano ansia e depressione.

Un paio di settimane fa, nel primo episodio del TG USA 2.0, vi avevamo parlato di come l’utilizzo esasperato dei social network possa essere alla base di problemi di natura mentale quali ad esempio la depressione. I social, però, non sono l’unica fonte insolita di pericolo in questo senso, che si parli di un’ élite o meno.

Stando al responso di uno studio delle National Academies of Sciences, Engineering and Medicine di Washington, infatti, a rischio depressione non ci sarebbero soltanto i ragazzi che passano le ore su Instagram e Facebook ma anche quelli che le trascorrono nelle migliori scuole degli Stati Uniti.

Già, secondo i ricercatori i cosiddetti “istituti d’élite” piuttosto che migliori opportunità regalano ai loro studenti infelicità e ansie. L’ansia da prestazione ad esempio, quella che rischia di schiacciare psicologicamente i ragazzi sotto il peso delle aspettative dei genitori. Gli stessi genitori che spesso indirizzano il futuro dei figli ignorando completamente le loro inclinazioni ed aspirazioni.

Sì perché il più delle volte chi si iscrive a questo genere di scuola lo fa soprattutto per non rovinare l’immagine della propria famiglia o per far contenti mamma e papà, che puntano ad assicurare alla loro prole il benessere economico, una felicità esteriore che nasconde però un’immensa fragilità.

E così arriva prima l’ansia, poi la depressione (e il tutto può sfociare nell’abuso di alcol e droga), con
conseguenze inimmaginabili sulla salute psicofisica dei ragazzi. Ansia e depressione, d’altro canto, sono disturbi condivisi anche da un’altra categoria di studenti americani, quelli universitari. Stando al rapporto del 2017 della University Park della Pennsylvania, infatti, ne soffre il 20% di loro.

Insomma, per molti lo studio più che un’occasione per elevarsi culturalmente sembra essere causa di sofferenze e disagi. Forse perché vivono l’esperienza scolastica nel modo sbagliato o forse perché si sentono incompresi da professori e genitori. Una cosa è certa, bisogna fare qualcosa per risolvere il problema prima che la miccia si trasformi in un incendio.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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