Tempo di lettura: 3 Minuti

Cellulare a scuola, è cosa buona e giusta?

Cellulare a scuola, è cosa buona e giusta?

Valeria Fedeli vuole autorizzare l'uso del cellulare a scuola a scopo didattico. È la decisione giusta? Utilizzare il cellulare in classe presto potr

Banchi con le rotelle rimandati. Anzi, bocciati
Snapchat ha separato social e media
Erasmus+ si mette in gioco con la musica, ci vediamo il 7 Maggio a Firenze

Valeria Fedeli vuole autorizzare l’uso del cellulare a scuola a scopo didattico. È la decisione giusta?

Utilizzare il cellulare in classe presto potrebbe non essere più così trasgressivo. Mentre in Francia Macron pare seriamente intenzionato a bandire gli smartphone dagli istituti, infatti, in Italia la nostra Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli sembra avere idee totalmente opposte in merito.

A dir la verità l’uso dei cellulari, per il momento, è vietato anche qui dal 2007 ma il divieto potrebbe essere rimosso a breve. La Fedeli, infatti, ha convocato un team di esperti per definire le linee guida riguardo l’utilizzo dei dispositivi personali a scopo didattico.

E così dopo la LIM ed i tablet (i cosiddetti registri elettronici) presto potrebbe toccare agli smartphone dare un importante contributo al progresso dei metodi di insegnamento. Naturalmente la strada intrapresa dal MIUR non ha ottenuto esclusivamente pareri favorevoli.

Di fatti sono diversi i docenti e gli esperti che hanno sollevato perplessità sull’introduzione del cellulare a lezione. Alcuni hanno addirittura condannato l’iniziativa della Fedeli, sottolineando come gli studenti usino già troppo gli smartphone senza che il Ministero dica loro di farlo.

Il pedagogista Daniele Novara ha evidenziato come l’uso spropositato dei telefonini sia arrivato quasi a togliere il sonno ai giovani. Sulla stessa linea è anche il suo collega Raffaele Mantegazza che ha notato che i ragazzi, abituati a WhatsApp, spesso si dimenticano di firmarsi nei compiti.

Per loro l’obbiettivo del MIUR, piuttosto che incoraggiare l’utilizzo degli smartphone, dovrebbe essere quello di promuovere pratiche ormai in disuso. Quali? Beh, la scrittura a mano per esempio che secondo gli studiosi attiva sinapsi che l’uso della tastiera non è in grado di attivare.

Il Ministero, dal canto suo, ritiene invece che la strada imboccata sia quella giusta e prova a chiarire i suoi obbiettivi attraverso le parole di Carmela Palumbo. “Il nostro scopo è individuare ed offrire a tutte le scuole pratiche innovative che alcuni istituti hanno già sperimentato” ha dichiarato.

Per quanto ci riguarda permettere l’uso del cellulare in classe può essere anche una buona idea ma a quel punto bisognerà definire il confine tra uso lecito ed uso illecito, cosa non facile. Ci riusciranno? Ma la vera domanda è: è necessario affrontare proprio ora quest’argomento, non dovrebbero essere altre le priorità? A queste domande forse nemmeno Yahoo potrà aiutarci a rispondere una volta tanto.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0