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Se l’università non va dallo studente, è lo studente che va dall’università

Se l’università non va dallo studente, è lo studente che va dall’università

Cristina Messa, rettore dell'Università Milano-Bicocca, dice la sua su atenei, sedi e distaccamenti. Università al centro delle sue parole. "Sono mol

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Cristina Messa, rettore dell’Università Milano-Bicocca, dice la sua su atenei, sedi e distaccamenti. Università al centro delle sue parole.

“Sono molto contraria a creare tante sedi per andare incontro alle esigenze degli studenti. Capisco il problema economico, spostarsi costa, ma piuttosto affrontiamo questi costi cercando di agevolarli, dando borse. Non fermiamoci ad un “oddio è lontano da casa”.

Sul rapporto distanza casa-università tuona il rettore della Milano-Bicocca Cristina Messa, per cui i chilometri non devono essere un problema quando si tratta di studio. Per quanto riguarda le cosiddette sedi distaccate, devono essere attivate solo nel caso in cui ci siano rapporti di stretta collaborazione tra di loro, perché a sua detta non ci si possono pestare i piedi a vicenda.

Secondo il rettore le sedi fisiche servono dove c’è un importante lavoro di pratica e la presenza sul territorio è fondamentale; altrimenti “dobbiamo ragionare sul fatto che ormai si può giocare di tecnologie e insegnamento a distanza. Non ha più molto senso fare tante sedi fisiche se si possono sfruttare quelle virtuali.”

In altre parole, o gli studenti si adeguano alla collocazione delle università o possono accontentarsi di quelle via internet. E infatti si applica la politica del “mantenimento”. Sebbene la distanza si mantengono sia la sede della Valtellina, ( infermieristica) indispensabile grazie al rapporto col territorio, e quella di Bicocca, inizialmente con l’idea di spostarne alcuni corsi a Città Studi,ma bocciata grazie al divieto dei docenti. Occhio però, questa non è una bocciatura totale del concetto di più sedi.

Ci sono anche casi in cui queste debbano essere mantenute: “Se ne vale la pena lo si fa, nonostante la fatica. Nessuno paga i docenti per fare avanti-indietro, se non c’è una forte volontà si rischia di disperdere le forze e di perdere l’identità”.
Questa, per il rettore della Bicocca, la ricetta per andare lontano. In tutti i sensi.

#FacceCaso

Di Emanuele Caviglia

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