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Laboratorio adolescenza: cosa pensano i ragazzi della scuola

Laboratorio adolescenza: cosa pensano i ragazzi della scuola

È sicuramente importante sapere i risultati accademici e scolastici dei ragazzi italiani. Ma cosa pensano loro della scuola? Ne parla Laboratorio Adol

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È sicuramente importante sapere i risultati accademici e scolastici dei ragazzi italiani. Ma cosa pensano loro della scuola? Ne parla Laboratorio Adolescenza.

Ogni anno aspettiamo i risultati Invalsi, o della maturità, o di qualsiasi altro esame a livello scolastico per valutare come vanno i ragazzi e come va la scuola italiana. Ma non abbiamo quasi mai pensato a guardarla dagli occhi degli alunni stessi, che potrebbero darci feedback importanti sui professori e sulla scuola in generale. Per questo ci pensa Laboratorio Adolescenza.

Laboratorio Adolescenza è un’associazione che si occupa di ricerca sugli adolescenti e insieme alla sezione Scuola del Corriere della Sera ha creato un sondaggio, somministrato a circa 780 ragazzi, per valutare tanti aspetti della scuola. Il primo, quello di cui si hanno i risultati è sul rapporto studenti-professori.

Il 70% dei ragazzi intervistati dichiara che la comunicazione con gli insegnanti è buona, sia al Liceo che agli Istituti Tecnici e Professionali. Per quanto riguarda la distinzione tra biennio e triennio, la percentuale sale di due punti, raggiungendo il 72%. Si è registrato poi che quel 30% che ritiene la comunicazione con i professori non buona, è formato da coloro che ritengono di andare a scuola “così così” o addirittura “male”.

Nel sondaggio viene poi inserita la variabile della famiglia. Viene registrato, infatti, che coloro che hanno una situazione familiare “problematica” o “conflittuale” hanno meno comunicazione con i professori e anche un rendimento leggermente più basso. La cosa potrebbe sembrare scontata, ma i dati aiutano a riconoscere e ad affrontare una situazione difficile.

L’attenzione si sposta anche sulla percezione che gli studenti hanno della comunicazione con i professori. I ragazzi sottolineano che molto spesso la comunicazione si interrompe perché si crede che gli insegnanti abbiano dei pregiudizi su di loro, molto spesso legati alla situazione familiare o al rendimento. Gli insegnanti stessi, in questo caso, si fanno avanti e dicono che è compito loro cercare di riallacciare questo rapporto eliminando quei pregiudizi e aiutando il ragazzo con i suoi problemi.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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