Tempo di lettura: 3 Minuti

Laboratorio adolescenza: cosa pensano i ragazzi della scuola

Laboratorio adolescenza: cosa pensano i ragazzi della scuola

È sicuramente importante sapere i risultati accademici e scolastici dei ragazzi italiani. Ma cosa pensano loro della scuola? Ne parla Laboratorio Adol

San Michele diventerà l’università del vino (forse)
L’Università di Bolzano fa il punto sulla situazione
Dentro la protesta degli insegnanti: i perché della contestazione

È sicuramente importante sapere i risultati accademici e scolastici dei ragazzi italiani. Ma cosa pensano loro della scuola? Ne parla Laboratorio Adolescenza.

Ogni anno aspettiamo i risultati Invalsi, o della maturità, o di qualsiasi altro esame a livello scolastico per valutare come vanno i ragazzi e come va la scuola italiana. Ma non abbiamo quasi mai pensato a guardarla dagli occhi degli alunni stessi, che potrebbero darci feedback importanti sui professori e sulla scuola in generale. Per questo ci pensa Laboratorio Adolescenza.

Laboratorio Adolescenza è un’associazione che si occupa di ricerca sugli adolescenti e insieme alla sezione Scuola del Corriere della Sera ha creato un sondaggio, somministrato a circa 780 ragazzi, per valutare tanti aspetti della scuola. Il primo, quello di cui si hanno i risultati è sul rapporto studenti-professori.

Il 70% dei ragazzi intervistati dichiara che la comunicazione con gli insegnanti è buona, sia al Liceo che agli Istituti Tecnici e Professionali. Per quanto riguarda la distinzione tra biennio e triennio, la percentuale sale di due punti, raggiungendo il 72%. Si è registrato poi che quel 30% che ritiene la comunicazione con i professori non buona, è formato da coloro che ritengono di andare a scuola “così così” o addirittura “male”.

Nel sondaggio viene poi inserita la variabile della famiglia. Viene registrato, infatti, che coloro che hanno una situazione familiare “problematica” o “conflittuale” hanno meno comunicazione con i professori e anche un rendimento leggermente più basso. La cosa potrebbe sembrare scontata, ma i dati aiutano a riconoscere e ad affrontare una situazione difficile.

L’attenzione si sposta anche sulla percezione che gli studenti hanno della comunicazione con i professori. I ragazzi sottolineano che molto spesso la comunicazione si interrompe perché si crede che gli insegnanti abbiano dei pregiudizi su di loro, molto spesso legati alla situazione familiare o al rendimento. Gli insegnanti stessi, in questo caso, si fanno avanti e dicono che è compito loro cercare di riallacciare questo rapporto eliminando quei pregiudizi e aiutando il ragazzo con i suoi problemi.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0