Torino, il rettore Ajani tira le orecchie alla politica!

Torino, il rettore Ajani tira le orecchie alla politica!

All'inaugurazione dell'anno accademico il "magnifico" critica la classe politica e lancia un pacchetto di proposte. Siamo nel pieno della campagna el

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All’inaugurazione dell’anno accademico il “magnifico” critica la classe politica e lancia un pacchetto di proposte.

Siamo nel pieno della campagna elettorale eppure di idee e programmi per l’università se ne sente parlare poco. La proposta di Grasso sull’abolizione delle tasse universitarie è  suonata come uno slogan elettorale, vuoto e privo di concretezza. L’università italiana avrebbe infatti bisogno di una visione a lungo periodo, altrimenti rischia di affondare. Un allarme lanciato a più riprese dal mondo accademico, che oggi vede il rettore Ajani, dell’Università di Torino, esporsi in primo piano. “Il magnifico” invita la politica a fare

“un esercizio di responsabilità perché vi è un limite di tenuta del sistema universitario nazionale, che è da tenere sotto controllo”.

Una critica forte, rivolta ad una politica che non si occupa dell’Università e del mondo della ricerca. E nel frattempo la crisi che l’ha colpita, sembra non avere fine. Lo stesso rettore chiede dieci interventi per rilanciare il sistema nazionale. I primi cinque punti del piano sono di fatto a costo zero e non richiedono finanziamenti. Proposte insomma, che senza grossi sforzi, potrebbero essere recepite dai governi e attuate. In sintesi sono:

  • Meno burocrazia
  • Accessi di carriera più semplici
  • Riduzione dei settori scientifici disciplinari
  • Rivisitazione del percorso di dottorato
  • Separazione del ministero dell’università da quello della Pubblica istruzione.
  • Gli altri cinque temi richiedono:

“risorse economiche prevedibili e costanti, al fine di superare un disimpegno accettato e attuato da numerosi governi negli ultimi anni” afferma il rettore Ajani.

Che dunque propone: almeno mille nuovi ricercatori per ogni anno di legislatura, un piano pluriennale di edilizia scolastica e piena copertura economica del diritto allo studio. In aggiunta il magnifico invoca maggiori finanziamenti alla ricerca di base e consolidamento delle risorse che ogni anno arrivano agli atenei.

“In altri Paesi, la rilevanza della ricerca nel rendere fertile il bene comune è considerato un argomento talmente naturale per il benessere dei cittadini di oggi e domani, da non dover essere oggetto di appelli”, evidenzia Ajani.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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