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Swype, la scrittura digitale e una rivoluzione mancata

Swype, la scrittura digitale e una rivoluzione mancata

Chiude l’app Swype, che puntava a modificare la storia delle tastiere per smatphone. Ma qual è il reale rapporto tra scrittura ed elettronica? Swype

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Chiude l’app Swype, che puntava a modificare la storia delle tastiere per smatphone. Ma qual è il reale rapporto tra scrittura ed elettronica?

Swype voleva cambiare il mondo… no va bene senza esagerare. Il software aveva introdotto un nuovo sistema di messaggistica per piattaforme mobile.
Grazie ad esso è possibile scrivere trascinando un percorso sulla tastiera in modo da creare la parola. Non più il ticchettio, ma un percorso ondulato molto più veloce. Qualcosa di innovativo, diverso, pronto a velocizzare i meccanismi di scrittura su smartphone e tablet.

Eppure questa digitazione “a dito unico” non ha sortito proprio l’effetto rivoluzionario sperato. E così Nuance Communications, multinazionale americana proprietaria del software, ha deciso di bloccare lo sviluppo di Swype. In questo modo si concentrerà sulla creazione di soluzioni di intelligenza artificiale da vendere direttamente alle aziende.
A rivelare il fatto è stato un utente di Reddit dopo essersi messo in contatto con l’azienda per segnalare un problema. Al telefono un dipendente del team gli ha rivelato il tutto.

Nacque molti anni fa, esclusiva del Samsung Omnia II del 2009. Volete sapere chi è stato tra i fondatori? Cliff Kushler, inventore anche del T9, padre di questa tastiera in un epoca senza touchscreen.
Swype però non ce la fa più ad andare avanti, incapace di svilupparsi adeguatamente, forse mai compresa dagli utenti.
Perché dietro c’è un problema di fondo. Scrivere su smartphone per noi è quasi sempre limitato ai messaggi di chat e ai social. In pochi utilizzano tale strumento in maniera davvero più approfondita, qualche strumento di scrittura performante.

Tra smartphone e tablet sceglieremmo il secondo per la grandezza, e lì lo swype diventa anche più complicato rispetto a un’ampia tastiera ben leggibile. E poi tra tablet e computer preferiremmo il secondo, perché il computer per scrivere attivamente è tutta un’altra storia.

Allora forse è qui che sta il vero fallimento. I primi due non sono mai diventati strumenti in grado di sostituire totalmente quest’ultimo, nonostante le previsioni di molti. Il pc in molti campi, e la scrittura su tutti, è un riferimento troppo funzionale e fondamentale per essere messo da parte da una tastierina a scorrimento.

Quindi la morale è proprio la mancanza del passaggio dal grande mezzo storico (il computer) al piccolo (smartphone e tablet) si rispecchia in una limitazione di funzioni.
La rivoluzione, forse, non s’adda fare.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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