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Alternanza scuola-lavoro: a che punto siamo?

Alternanza scuola-lavoro: a che punto siamo?

Dopo una prima fase di rodaggio, i dati relativi al 2016 rivelano un sistema ormai bel collaudato, dove imprese, scuole e studenti lavorano in sinergi

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Dopo una prima fase di rodaggio, i dati relativi al 2016 rivelano un sistema ormai bel collaudato, dove imprese, scuole e studenti lavorano in sinergia raggiungendo importanti successi.

Ormai varata da diverso tempo con la Riforma della “Buona Scuola”, l’alternanza scuola-lavoro ha fatto parlare tanto di sé, tra elogi e critiche.

Gli ultimi dati pubblicati fanno ben sperare, in quanto dimostrano una rilevante e costante crescita dell’alternanza scuola-lavoro nelle scuole di tutta Italia, anche da parte degli studenti, che inizialmente invece non approvavano.

Nel 2016 ben 87,4% delle scuole italiane ha aderito e sviluppato i programmi di alternanza scuola-lavoro, consentendo a 652.641 studenti di mettersi alla prova con il mondo dei grandi. Addirittura quasi il doppio rispetto all’anno precedente.

“Come imprenditore credo che la scuola sia il terreno di gioco fondamentale per formare i futuri manager di domani e per sviluppare talenti altrimenti inespressi” – ha affermato Gregorio Fogliani, “imprenditore alla guida del primo gruppo a capitale italiano, e secondo in assoluto, operante nel settore dei titoli di servizio per il welfare aziendale e sociale, dei sistemi di pagamento e dei programmi di fidelizzazione” e autore sul Blog del Corriere della Sera “Buone Notizie”.

Il buon andamento del programma di alternanza scuola-lavoro consente agli studenti, in procinto di entrare nel mercato del lavoro, di fare esperienze durante il ciclo scolastico ed essere indirizzati una volta lasciato l’ambiente scolastico.

Inoltre, l’alternanza scuola-lavoro garantisce alle imprese la possibilità di avere un bacino di ragazzi da dove attingere per formare i futuri professionisti.

L’alternanza scuola-lavoro ha spinto moltissime imprese a mettersi in gioco, facendo anche diminuire il divario tra le aziende del nord e del sud Italia: in Puglia i ragazzi che partecipano (obbligatoriamente) al programma sono addirittura aumentati del 478% e in Campania del 406 %.

Tanti sono gli esempi positivi che si potrebbero fare (pur essendoci, bisogna dirlo, anche casi poco virtuosi): il liceo scientifico Kennedy di Roma ha coinvolto la Caritas mentre l’Istituto Pacinotti-Archimede, sempre a Roma, sta collaborando con la Robotics 3D, portando i ragazzi a sviluppare robot didattici.

Risultati positivi, dunque, per l’alternanza scuola-lavoro, che consente ai giovani ragazzi di assaporare ciò che gli aspetta fuori dalle mura scolastiche e alle imprese di cimentarsi nel formare futuri lavoratori specializzati, in un mondo dove ormai la tecnica e le conoscenze fanno da padrone.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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