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Ma chi è Liberato? Le teorie più famose

Ma chi è Liberato? Le teorie più famose

L'aura di mistero che aleggia intorno a Liberato lo rende sempre più interessante. Quali sono le teorie che stanno spopolando online. Se come me sei

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L’aura di mistero che aleggia intorno a Liberato lo rende sempre più interessante. Quali sono le teorie che stanno spopolando online.

Se come me sei fan di Liberato, quel ragazzo di Napoli che fa delle canzoni stupende (giudizio altamente oggettivo, ovviamente), sicuramente ti starai chiedendo da due anni a questa parte chi si nasconde dietro quella felpa nera con una rosa bianca. Le teorie che girano per il web sono tantissime e in una domenica sera un po’ malinconica come quella di ieri non potevo che guardarmele tutte.

La più vecchia è sicuramente quella secondo cui Liberato possa essere in qualche modo collegato con Calcutta. Infatti, c’è da dire che in molti pensano che sia il suo bassista, proprio perché durante un concerto qualche anno fa sono state cantate delle canzoni dell’artista napoletano. Il mio cuore piange leggermente davanti a questa teoria dato il mio dubbio nei confronti di Calcutta ma non si sa mai.

L’altra teoria, quella che sta prendendo piede in questi giorni e che soddisfa anche un complottista di ultima generazione è quella secondo cui Liberato venga da Nisida. Innanzitutto, Nisida è un’isoletta collegata alla terraferma da un ponte, sotto Posillipo, che ospita l’Istituto Penale Minorile di Napoli. Essendo un istituto di riabilitazione sono moltissimi i progetti che vengono svolti al suo interno, tra cui un laboratorio musicale. Cosa supporta questa teoria? Sicuramente il fatto che Nisida viene nominata nella prima canzone “chiov ngopp a Nisida”, senza contare che l’isola dall’alto ha quasi la forma di un fiore, come quello che l’artista ha disegnato dietro la felpa. Oltre a questo si nota che durante il concerto del 9 maggio sul Lungomare di Mergellina, la barchetta su cui è arrivato l’artista proviene proprio dalla direzione dell’isoletta ed è complice il fatto che ad un certo punto viene “liberata” da un motoscafo della Polizia.

Metteteci anche il nome che potrebbe far pensare ad una possibile reclusione, unite un po’ il fatto che Intostreet potrebbe significare benissimo “stare stretti” e anche il “sei mesi senza di te” inserito nella prima canzone e potrebbe venire fuori una teoria di tutto rispetto.

Oppure è solo una grande idea di marketing. A te la scelta.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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