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Football for friendship: l’altra faccia del calcio

Football for friendship: l’altra faccia del calcio

Come dovrebbe essere il calcio ce lo insegnano i bambini. Ecco football friendship, iniziativa voluta dalla Gazprom in tutto il mondo. Per quanto il

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Come dovrebbe essere il calcio ce lo insegnano i bambini. Ecco football friendship, iniziativa voluta dalla Gazprom in tutto il mondo.

Per quanto il calcio sia lo sport più amato dagli italiani e sicuramente il più seguito, come ben sappiamo non è sempre manifesto di fair play e spesso vengono a mancare quei valori fondamentali che permettono un gioco equo e onesto.

Gazprom, compagnia russa che produce il 70% del gas naturale a livello nazionale, è da sei anni che cerca di far capire ai bambini quale sia il modo giusto di vivere il calcio: il progetto si chiama Football for friendship ed ha coinvolto bambini di 211 paesi diversi. Ed è proprio grazie a questa occasione che i bambini delle due Coree hanno potuto giocare nella stessa squadra, che le bandiere di Russia ed Ungheria erano vicine e che Yoel nato in Israele e Chalom invece palestinese hanno potuto passarsi la palla.

E tra tutto questo mosaico di paesi e colori c’erano anche quattro bambini italiani e se ti stai chiedendo perchè Gazprom tenga tanto a questo iniziativa il padre di uno di questi che è stato anche l’allenatore dei ragazzi ha risposto (al Sole24ore) che sia un tentativo per aiutare i russi ad aprirsi partendo però dall’interno, proprio dal loro paese.

I ragazzi hanno avuto la possibilità di allenarsi e giocare insieme per qualche giorno fino poi ad arrivare alla grande finale che si è tenuta qualche giorno prima dell’inizio dei mondiali, proprio in Russia nell’arena Sapsan di Mosca dove c’erano 5.000 spettatori per vedere un torneo all’insegna di tolleranza, armonia, rispetto per le culture e per l’ambiente ed onestà dove le squadre portavano i nomi di animali in via d’estinzione.

Quindi, #Faccecaso quando vai allo stadio del tuo paese a vedere il tuo cuginetto giocare e ci sono genitori che urlano “Spaccagli le gambe” come incitamento al proprio figlio nei confronti dell’avversario.

Pensaci.

#FacceCaso

Di Claudia Biasci

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