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Giovani vs Genitori, quando le nostre scelte non sono più nostre

Giovani vs Genitori, quando le nostre scelte non sono più nostre

Ultimamente sono sempre di più i giovani che delegano le scelte che dovrebbero essere loro (es. la scelta della scuola superiore) ai propri genitori.

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Ultimamente sono sempre di più i giovani che delegano le scelte che dovrebbero essere loro (es. la scelta della scuola superiore) ai propri genitori. Perché?

“Le responsabilità si evitano o si affrontano, signor White” [Jesse Pinkman, Breaking Bad]

C’era una volta la maturità; non quella “fittizia” degli esami di Stato ma quella reale, quella che, tra le altre cose, ci permette di scegliere il nostro futuro e di assumerci la responsabilità di quella scelta. C’era una volta perché adesso non c’è più; o forse c’è ma spesso abbiamo paura a manifestarla.

Sì, paura; paura di sbagliare o di essere giudicati male. E allora scarichiamo la responsabilità delle nostre scelte (che poi di fatto non sono nostre) su qualcun altro, magari sui nostri amici (da cui ci lasciamo influenzare) o sui nostri genitori (almeno finché la carta d’identità ce lo permette).

E’ ciò che accade sempre più spesso quando ci troviamo a decidere quale percorso scolastico intraprendere al termine delle scuole medie. Stando ad un sondaggio effettuato da Radioimmaginaria, network radiofonico gestito da un gruppo di adolescenti, infatti, 1 ragazzo su 4 si affida a mamma o papà per scegliere la scuola superiore alla quale iscriversi.

Ora secondo Rita Chiesa, ricercatrice del dipartimento di Psicologia del Lavoro all’Università di Bologna, non bisogna stupirsi del fatto che i giovani cerchino un confronto con la famiglia quando devono compiere un passo così importante per il proprio futuro; e noi ovviamente siamo d’accordo.

Ciò nonostante dobbiamo riconoscere che alcuni genitori tendono a trasformare questo confronto in un monologo personale di fronte al quale il ragazzo non può fare altro che arrendersi e dire “ok, allora decidete voi”, con tanti saluti alla libertà di espressione e di scelta di cui dovrebbe godere.

E se non sono i famigliari a “imporre” il proprio punto di vista allora sono i ragazzi a non averne uno, a non sapere cosa fare della propria vita. Un’indecisione che si esprime nel voler fare “un mestiere che ancora non esiste”, un desiderio che accomuna addirittura il 14% degli adolescenti italiani.

E infine ci sono quelli che sanno esattamente cosa vogliono fare ma hanno paura di non farcela, hanno paura di deludere mamma e papà. Eh sì, ancora lei, la paura. Sembra che non esista niente di peggio ma in realtà non è così; qualcosa di peggio c’è ed è il rimpianto di non aver fatto sentire abbastanza la nostra voce quando ne avevamo la possibilità. E chi ce la ridà più quella possibilità…

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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