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Scuola Sicura: sanzioni dure per chi fuma marijuana a scuola

Scuola Sicura: sanzioni dure per chi fuma marijuana a scuola

A Catania degli studenti che fumavano spinelli sono stati sospesi della patente oltre che obbligati a frequentare corsi di recupero terapeutico. L’in

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A Catania degli studenti che fumavano spinelli sono stati sospesi della patente oltre che obbligati a frequentare corsi di recupero terapeutico.

L’iniziativa Scuola Sicura comincia a dare i suoi frutti. Il consumo e la vendita di sostanze stupefacenti presso gli istituti secondari, quasi sempre di secondo grado, è stato drasticamente ridotto. 

Il merito quasi sicuramente, è delle sanzioni applicate, che scattano con maggiore frequenza. Il 19 settembre ad esempio, uno studente di 15 anni di Avellino è stato arrestato dalla Procura del tribunale dei minorenni di Napoli. Il cane antidroga dei carabinieri ha scovato la sostanza durante una perquisizione nell’istituto. Il ragazzo aveva una bustina di marijuana in tasca.

Qualche giorno prima, sempre ad Avellino, per lo stesso motivo era stato arrestato uno studente di 19 anni di un istituto superiore.

A Catania degli studenti che fumavano spinelli sono stati sospesi della patente oltre che obbligati a frequentare corsi di recupero terapeutico. Il giorno dopo altri 13 studenti che fumavano sigarette durante la ricreazione sono stati sospesi dalle lezioni da tre a cinque giorni, anche se con obbligo di frequenza. 

I ragazzi siciliani protestano contro i provvedimenti di Scuola Sicura e non sono assolutamente d’accordo all’espulsione dalla scuola. “È assurdo che vengano utilizzati la polizia, il controllo degli studenti e l’esclusione come se fossero degli strumenti educativi, come se potessero essere utili a dare ‘sicurezza’ agli studenti. Non si può privare la scuola del suo ruolo educativo e intrinsecamente pedagogico che poco ha a che vedere con bigottismo, censure e repressione: è impensabile che ‘educare’ gli studenti significhi espellerli dalle scuole”. Ha fatto sapere l’Unione studenti Sicilia.

Il 12 ottobre gli studenti scenderanno in piazza per protesta.

“Per noi studenti e studentesse le ‘Scuole sicure’ sono quelle in cui muri, tetti e finestre non crollano, in cui non rischiamo la vita entrando, ma anche quelle in cui non siamo costantemente spiati, controllati, perquisiti e schedati“. Concludono i ragazzi. 

#FacceCaso. 

Di Francesca Romana Veriani 

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