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Mai sentito parlare di Transnistria?! Ti ci faccio fare caso io

Mai sentito parlare di Transnistria?! Ti ci faccio fare caso io

Ci eravamo lasciati alla frontiera Moldava ed ecco che finalmente entriamo in Transnistria. Ma dove siamo esattamente? Che Paese è mai questo? La Tra

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Ci eravamo lasciati alla frontiera Moldava ed ecco che finalmente entriamo in Transnistria. Ma dove siamo esattamente? Che Paese è mai questo?

La Transnistria è un Paese è talmente particolare, sconosciuto e ignorato da tutto il mondo, che oltre a raccontare il mio viaggio sarà necessaria qualche spiegazione.

Bene, iniziamo.

Transnistria: che cos’è?

Come annunciavo nella prima puntata di questo diario di bordo, ammetto la mia ignoranza e confesso che fino a due giorni prima della partenza, oltre a non aver mai sentito parlare di “Transnistria” non riuscivo neanche a pronunciarne il nome correttamente.

La fascia di terra in rosso è la Transnistria

La Transnistria è una fascia di terra situata a cavallo tra il confine della Moldavia e l’Ucraina. Si tratta di un territorio separatista che ha ottenuto la sua “indipendenza” solamente nel 1991 dalla Moldavia. Questo Paese non è riconosciuto da nessun altro Paese al mondo se non dall’Ossezia del Sud e dall’Abkhazia, altri due stati separatisti.

Dunque, nessuno la riconosce ma esiste, eccome se esiste. È anche identificata come “L’ultimo Paese comunista d’Europa”, ed è così. Dalle foto si capisce di cosa stiamo parlando. Ma la questione è un po’ più complicata…

Parlamento della Transnistria. Si, quello enorme dietro di me è Lenin…

Simboli chiave del Paese

Arrivati a Tiraspol, la capitale

Una volta arrivati alla frontiera, abbastanza intimoriti e un po’ terrorizzati date le esperienze del giorno prima (se vi siete persi la puntata sulla Moldavia, eccola qui) prendiamo passaporti alla mano e affrontiamo il nostro destino. A differenza di quando avevamo letto e ascoltato, ci stupiamo perché la polizia di frontiera della Transnistria parla un discreto inglese.

Dobbiamo attraversare un paio di uffici, nel primo ci rilasciano dei visti da 48h, nel secondo i documenti per la macchina. Ci stupiamo della velocità e della semplicità con cui riusciamo a cavarcela. Molto meglio rispetto alla frontiera Moldava!

Attenzione, i visti non sono attaccati al passaporto, sono foglietti volanti e dobbiamo tenerli d’acconto altrimenti non ci fanno più uscire. Tra l’altro nei visti è indicata l’ora, i minuti e addirittura i secondi che dobbiamo rispettare per poter uscire “sani e salvi”.

Da subito, però, ci accorgiamo di alcune cose davvero curiose. In primo luogo è la divisa della polizia ad attirare la nostra attenzione: sono vestiti esattamente come i soldati dell’ex URSS, con tanto di colbacco e fucile al collo. Ma non solo, un bel carro armato è posizionato all’interno di una buca scavata appositamente e sotto un tendone militare a un paio di metri dalla frontiera.

Monumento con carro armato russo della Seconda Guerra Mondiale

Ma proseguiamo verso Tiraspol, la capitale. In poco più di 20 minuti siamo in centro città e i “simboli” del “regime” si fanno più intesi. Bandiere con falce e martello sventolano fiere, e statue di Lenin, carri armati e monumenti funebri dei morti nella guerra di indipendenza, ci danno un’idea dell’ideologia politica dominante!

Super statua di Lenin di fronte al Parlamento

Altro busto di Lenin in centro città

Ancora qualche informazione

Qui la popolazione parla solo ed esclusivamente russo. Ma non è a caso. Questo paese dipende economicamente dalla Russia dalla quale sono anche protetti e sostenuti. E qui, però, la prima di una lunga serie di incongruenze: la Russia formalmente non riconosce la Transnistria. Eppure l’ambasciata Russa si eregge imponente nella strada principale di Tiraspol.

La Farnesina e l’UE, sconsigliano fortemente le visite in questo Paese, proprio perché in casi di emergenze non ci sarebbe nessun supporto diplomatico qui.

Fatto sta che qui si parla solo russo, e le calamite con il volto di Putin sono in vendita più o meno dappertutto.

Vecchia stazione dei bus ormai in disuso. É come fare un tuffo nel passato…

Il nostro hotel

Come prima cosa arrivati a Tiraspol scarichiamo i bagagli in hotel. Alla reception sono molto cortesi. Ciò che subito salta alla mia attenzione è che è tutto buio, o meglio la luce è molto fioca. Le nostre camere sono enormi, delle suite praticamente dall’arredamento anni 70 e anche qui la luce è poca e i colori cupi.

Ma ci troviamo bene. La particolarità arriva la sera proprio quando torniamo dall’ottima cena in centro, per andare a dormire. Parafrasando il grande De André, posso dire che insieme a noi fecero entrata in hotel anche due signorine che

“tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di due missionarie”.

I traffici della Transnistria

Data la particolarità dello status di questo assurdo Paese ai confini dell’Europa, questa si rivela essere una zona di traffici di ogni forma a tipologia. Dalle droghe, alle armi, al denaro e chi più ne ha più ne metta.

Proprio un servizio di Report mise in luce come i capi di prestigiose firme italiane come “Prada”, vengano prodotte qui, dove la manodopera costa ancora meno che in Moldavia. “Com’è possibile?” Direte voi, se l’Italia non riconosce il Paese… la verità è che nel capo d’abbigliamento poi il Paese produttore risulta essere la Moldavia. Ma questo accade in molti altri casi. L’industria in Transnistria è molto sviluppata e riesce a esportare all’estero solo trovando prestanomi moldavi.

Mi sono comprata un colbacco e ho adattato il mio look al contesto!

Il mercato

In tanti viaggi per il mondo, io e i miei genitori, ci siamo resi conto che quando si viaggia non si può mai evitare di visitare il mercato. È proprio nei mercati infatti che ci si rende conto della cultura e delle tradizioni di un Paese. Dalla moda del luogo, alle tradizioni culinarie, fino alle usanze.

Al mercato di Tiraspol

Il mercato di Tiraspol è stato particolarmente significativo. Qui sotto qualche foto, che purtroppo non renderanno mai abbastanza l’idea dei suoni e soprattutto degli odori.

  

Una curiosità: dispersi per tutto il mercato dei megafoni hanno trasmesso per tutto il tempo frasi e parole che per noi non avevano nessun significato, fino a quando non abbiamo sentito “Carlo Marx”. In quel momento abbiamo capito che, come ogni paese comunista che si rispetti, al mercato avviene l’ “indottrinamento”.

  

La moneta

Ce ne sarebbero di informazioni da raccontare, e da scoprire su questa piccola fascia di terra che tutto il mondo ignora. Mi limito a raccontare un’ultima. La moneta qui è il “Rublo transnistriano”, come in Russia la moneta è il “Rublo”. Il punto è che questa moneta ha dimensioni completamente diverse dalle banconote a cui siamo abituati e sono decisamente più piccole, e le monete sono di plastica colorata. Qui nessuno e in nessun luogo può pagare con carte di credito, e dagli ATM si possono solo prelevare monete straniere come per esempio dollari o euro che poi dovranno essere cambiati negli appositi uffici.

Ripeto, da raccontare ce ne sarebbero tante. Questo è un piccolo resoconto di ciò che sono riuscita a vedere con i miei occhi e capire leggendo informazioni.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

COMMENTS

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    Stupendo il tuo resoconto Chiara, ho scoperto ben tre paesi che non conoscevo (anche gli altri due indipendentisti non credo di averli mai sentiti nominare) e luoghi in cui il tempo è rimasto fermo!

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      Grazie a te Anna! Sono veramente contenta che tu abbia apprezzato i miei racconti e ti abbia concesso di imparare qualcosa di nuovo!
      D’ora in poi un volta a settimana pubblicherò qui un articolo sui miei viaggi, se ti interessa rimani connessa 😉

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    Grazie a te Anna! Sono veramente contenta che tu abbia apprezzato i miei racconti e ti abbia concesso di imparare qualcosa di nuovo!
    D’ora in poi un volta a settimana pubblicherò qui un articolo sui miei viaggi, se ti interessa rimani connessa 😉

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