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In Inghilterra si pentono le università che prima “adoravano” il Sultano del Brunei lapidatore dei gay

In Inghilterra si pentono le università che prima “adoravano” il Sultano del Brunei lapidatore dei gay

Quello che accadeva nel Brunei era sotto gli occhi di tutti, da Oxford al King’s Collage di Londra. Ma ora stanno facendo un significativo (e giusto?)

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Quello che accadeva nel Brunei era sotto gli occhi di tutti, da Oxford al King’s Collage di Londra. Ma ora stanno facendo un significativo (e giusto?) passo indietro.

A parte l’essere tutte nella lista delle migliori università del Regno Unito, l’Università di Oxford, l’Università di Aberdeen, il King’s Collage di Londra e l’Università di Nottingham hanno come comun denominatore l’avere assegnato lauree honoris causa e altri titoli accademici al Sultano del Brunei, il lapidatore degli omosessuali Hassanal Bolkiah.

I primi “Pentiti”

Il King’s Collage di Londra e l’Università di Aberdeen in Scozia stanno valutando di revocare la laurea al sultano. C’è la petizione firmata da circa 47 mila persone per chiedere l’annullamento della laurea honoris causa conferita dall’Università di Oxford. Prima era tendente al rifiuto di ritrattare, mentre poi c’è stato l’annuncio che sta valutando il da farsi. Intanto, le università inglesi sono in imbarazzo.

Come butta in Brunei

C’era già, nel Brunei, la concezione che l’omosessualità fosse illegale, e come tale punibile con dieci anni di carcere. Il sultano, tenendo fede alla legge islamica, la sharia, dalla scorsa settimana ha aumentato le pene: morte per gli uomini e quaranta colpi di bastone e dieci anni di carcere per le donne. Ora è in vigore la pena capitale per reati come l’eresia, la critica all’Islam e le offese a Maometto. Inoltre, il Sultano del Brunei, ha introdotto l’amputazione della mano e del piede per i ladri e non risparmia i bambini dalle pene. È considerato come una sorta di Isis dell’alta società, che colleziona Rolls Royce, ha un palazzo con duemila stanze e reclutò Michael Jackson per una esibizione privata.

Butta decisamente male in Brunei

Ciò che fa notizia, qui, è che le università inglesi avessero assegnato titoli onorifici a un sultano che governa il paese ininterrottamente dal 1968 senza elezioni. Nel 2015 Bolkiah aveva vietato il Natale in Brunei, non permettendo nessun tipo di festeggiamento in pubblico, nemmeno l’invio di auguri. Per chi trasgredisce queste regole erano previsti cinque anni di carcere. I funzionari del Ministero per gli Affari religiosi entrarono subito in azione per farlo rispettare, controllando persino che non fossero in vendita addobbi nei negozi. Nel 2013, inoltre, nel Brunei fu approvata anche la lapidazione per adulterio, l’amputazione degli arti per i ladri e la fustigazione per chi assumesse alcool.

Ma ciò che fa notizia negli ultimi giorni è l’orrore della sharia comminata ai gay nel Brunei.

#FacceCaso

Di Licia Oleandro

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