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Notre Dame brucia: l’esperienza di una studentessa Erasmus a Parigi

Notre Dame brucia: l’esperienza di una studentessa Erasmus a Parigi

La testimonianza Francesca, studentessa italiana in Erasmus a Parigi mentre Notre Dame, simbolo della città, prende fuoco sotto gli occhi di tutti. O

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La testimonianza Francesca, studentessa italiana in Erasmus a Parigi mentre Notre Dame, simbolo della città, prende fuoco sotto gli occhi di tutti.

Oggi intervisto Francesca Pugliese, studentessa di economia presso Ca’ Foscari di Venezia. Francesca (per me “Fre”) oltre ad essere la mia migliora amica, è una studentessa veneziana di 23 anni e da gennaio 2019 si è trasferita a Parigi grazie al programma Erasmus+ per studiare alla Sorbona. Solo qualche settimana fa vi avevo raccontato di come avevo trascorso il mio 23esimo compleanno a Parigi insieme a lei.
Oggi Francesca ci racconta la sua esperienza diretta della tragedia di Notre Dame.

Partiamo dal principio. Come hai saputo la notizia?

“Quando è scoppiato il fuoco io ero all’università e stavo facendo il mio ultimo esame di francese. Per questo sono venuta a conoscenza dei fatti solo quando, alla fine del compito, ho riacceso il mio cellulare. Praticamente contemporaneamente a tutti i miei compagni, accendendo il cellulare ho ricevuto mille messaggi sul colpo. I cellulari ti tutti erano impazziti. Mi sono arrivati tantissimi messaggi dall’Italia; chiunque mi stava scrivendo. Nemmeno la nostra Prof sapeva nulla, anche lei ha riacceso il telefono insieme a noi, siamo stati noi a comunicarglielo e lei non ci poteva credere.”

È stato un momento apocalittico.
Successivamente, appena uscita dall’università mi sono diretta verso la metro per tornare a casa, ma appena ho aperto Google Maps ovviamente è tutto bloccato. Metro bloccate, un disastro.”

La sera della tragedia, ancora con le fiamme in corso, tante persone si sono radunate attorno alla cattedrale per fare delle preghiere e dei canti. Ci sono andati anche dei miei amici Erasmus, io ho preferito stare lontana (come consigliato dalle forze dell’ordine) per motivi di sicurezza.”

In nessun momento hai avuto paura?

Paura no. Anche perché, avendo saputo la notizia in ritardo, tutte le forze dell’ordine e i pompieri si erano già mobilitati. Ma è stato un colpo a cuore… una di quelle cose a cui non sai come reagire.”

Per i francesi è stato veramente doloroso; te, da studentessa Erasmus, come l’hai vissuta?

“Male. Vivendo qui ovviamente assorbo la cultura, e quindi è stato un duro colpo anche per me. L’ho vissuta come se stesse prendendo fuco la mia città.”

“Quella sera tutta Parigi era in subbuglio: tutti al telefono, tutti che cercavano di vedere le notizie. Le persone entravano in tutti i bar muniti di TV per cercare di capire qualcosa in più. La gente piangeva per strada… è stato devastante.
Io non sono passata in quella zona quella sera, ma veniva da piangere anche a me.”

Sei tornata sul luogo nei giorni successivi?

“Il giorno dopo no, perché sapevo che era tutto bloccato e anche perché non era bene avvicinarsi anche per via dell’aria. Era meglio starne il più lontano possibile.”

“Ci sono stata due giorni dopo, però la zona rimane comunque tutta bloccata ed è impossibile vedere la cattedrale se non da lontano.
Attorno all’Ile de la citè sono comparsi dei murales che rappresentano il Gobbo di Notre Dame che ricostruisce la cattedrale.”

All’università c’è stata qualche manifestazione?

“I miei corsi di economia sono finiti una settimana fa, quindi io in questi giorni non sono tornata in università. Ma mercoledì sera alle 18.50 (stesso orario in cui è scoppiato l’incendio) le campane di tutte le chiese della città hanno suonato per Notre Dame.”

Vivendo tu lì, immagino che dall’Italia le persone che ti conoscono si saranno allarmate, come li hai tranquillizzati?

Certo, mi hanno scritto tutti. La cosa “positiva” è che non ci sono comunque state vittime né feriti perché la cattedrale quando è scoppiato l’incendio era già chiusa.”

“Una cosa che vorrei appuntare è che anche se io sono qui, non so nulla in più di voi. Anzi, penso che accendendo la TV si possa vedere molto meglio la situazione. Tutti, soprattutto dall’Italia, mi contattano ma io non so dare più informazioni di quelle che escono nelle notizie internazionali.”

Com’è la città in questi giorni?

“Siamo tappezzati di giornalisti da tutto il mondo, è impressionante. Inoltre, tutti quanti vogliono fare foto. Il perimetro di sicurezza, che è stato creato dopo l’incendio, è gremito di persone che fotografano: abitanti, turisti, giornalisti. È tutto pieno!”

“Sicuramente ho e abbiamo tutti noi assistito a un avvenimento tristissimo: una cosa terribile. Notre Dame sta a cuore a tutti (francesi e non), sono sicura che il primo obiettivo sarà ricostruire e rimettere in piedi la Cattedrale per renderla di nuovo accessibile. È un pezzo troppo importante della storia: la ricostruiranno più bella di prima!
Inoltre, da subito è stato aperto un portale per le donazioni e per la ricostruzione e già dai primi giorni sono stati raccolti milioni di euro.”

Grazie mille Fre per tua testimonianza!

P.s: tutte le foto presenti nell’articolo sono state scattate personalmente da Francesca due giorni dopo l’incendio.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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