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E se l’Università fosse un lavoro?

E se l’Università fosse un lavoro?

Vi siete mai chiesti che collegamento ci sia tra soldi e studio? E soprattutto, c’è? Andiamo a vedere come l'università possa effettivamente trasforma

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Vi siete mai chiesti che collegamento ci sia tra soldi e studio? E soprattutto, c’è? Andiamo a vedere come l’università possa effettivamente trasformarsi in un lavoro.

Immaginate di essere appassionati ad un ambito in particolare che, ovviamente, nell’Università della vostra città non viene affrontato nel migliore dei modi. Così siete costretti a fare la valigia, salutare amici e parenti, prendere un treno (già la prima spesa) e trasferirvi per sognare un lavoro.

Bene, questo è solo l’inizio. Adesso pensatevi in una città nuova, con una casa da affittare, le tasse universitarie da pagare, l’abbonamento ai mezzi da fare, la spesa, i detersivi, le bollette e… i libri!
Sì ragazzi, i libri universitari sono più costosi di un portafoglio di Michael Kors e questo non è possibile. Eppure, triste ma vero, è così.

Studiare costa tanto, studiare in una città che non è la propria costa ancora di più e studiare in un Paese che non è il proprio neanche lo interpelliamo. L’Università è un costo ingente e, come tale, non va sottovalutata.
Sono tanti gli studenti che per non mettersi ancora più nei guai evitano delle spese superflue. Che poi, parliamoci chiaro, non dovrebbe essere giusto dover scegliere tra la bolletta e una pizza fuori. Soprattutto se per un mese intero si è studiato e basta.

Infatti, se ci pensiamo per un attimo, lo studio è di per sé già un lavoro. Non costa fatica mantenere una media alta? Non induce stanchezza alzarsi ogni mattina per seguire tutte le lezioni? Tanti ragazzi, anche molto giovani, studiano e lavorano insieme. Ma quanto è giusto?

Alcuni genitori preferiscono che i figli si concentrino soltanto sugli studi, incanalando tutte le energie per portare a casa un buon risultato. E sebbene sia una prerogativa e possibilità di pochi, dovrebbe essere un diritto di tutti.

Non tutti gli studenti hanno la capacità di dividersi tra l’aula e l’ufficio e non per questo devono essere penalizzati, l’Università – se fatta bene – richiede tempo, energia, sforzo e fatica. Giovany avanti, diamo a Cesare quel che è di Cesare!

#FacceCaso

Di Ludovica Sampalmieri

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