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Digitalizzazione, una scuola in evoluzione

Digitalizzazione, una scuola in evoluzione

La scuola è in continuo cambiamento e molto si è provato a fare per portare la digitalizzazione. Ma siamo sicuri di sapere a cosa stiamo andando incon

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La scuola è in continuo cambiamento e molto si è provato a fare per portare la digitalizzazione. Ma siamo sicuri di sapere a cosa stiamo andando incontro? Scopriamolo insieme.

Gli istituti di oggi sono molto diversi da quelli che erano anni fa come ben sappiamo. Miliardi di euro investiti nelle nuove tecnologie e sempre più esperti che cercano di portare l’uso dei tablet a scuola. Tutto ciò è entrato nel nostro quotidiano senza neanche domandarci cosa portasse realmente la digitalizzazione nelle scuole. Vediamolo in questo articolo.

A portare ufficialmente il tablet e il telefono a scuola è la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli che a Bologna ha approvato il decalogo per “l’uso dei dispositivi mobili”. Qui parte la discussione tra chi ne vorrebbe il divieto assoluto come in Francia e chi pensa che possano essere un’opportunità se cambia il modo di fare lezione.

Molte persone sono attratte da tutto questo cambiamento senza però ricordarsi che si tratta di un sistema estremamente complesso che richiede una programmazione estesa e soprattutto alti costi. Pensiamo prima alla digitalizzazione nelle scuole e non a tutti gli altri problemi come finestre rotte, bagni non funzionanti o pareti che tra poco ci cadono in testa.

Per esempio, come scritto nella rivista L’Espresso, in Italia nel 2008 Mariastella Gelmini investì 93 milioni di euro per la lavagna interattiva multimediale, comunemente chiamata con l’acronimo “Lim”, che ormai varie scuole possiedono. Ci guardiamo intorno in classe e vediamo tecnologie ma una scuola che cade a pezzi.

Inoltre la scuola digitale potrebbe rallentare le lezioni per riuscire a far togliere iPad e Pc durante le discussioni o in altri momenti in cui non servono in classe e dall’altra parte i docenti hanno bisogno di una formazione digitale specifica. Per non parlare poi dell’incapacità di scrivere dei ragazzi che si limitano a utilizzare dispositivi digitali e di conseguenza non fare più caso agli errori grammaticali.

Ognuno dovrebbe provare a guardarsi intorno e capire cosa è meglio per le scuole per arrivare a una solida formazione culturale.

#FacceCaso

Di Federica Scaramelli

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