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Digitalizzazione della scuola, Italia (quasi) ultima in Europa

Digitalizzazione della scuola, Italia (quasi) ultima in Europa

Le scuole della Penisola risultano meglio solo di Grecia, Bulgaria e Romania nella digitalizzazione. E il ministro che dice? In un mondo nel quale la

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Le scuole della Penisola risultano meglio solo di Grecia, Bulgaria e Romania nella digitalizzazione. E il ministro che dice?

In un mondo nel quale la tecnica ha preso il sopravvento sull’individuo. In un momento storico in cui se non hai uno smartphone sei fuori dai giochi, non solo dai social ma dalla socializzazione vera e propria; un momento storico in cui se non sai chi o cosa è Game of Thrones, Garfield o Thanos non puoi parlare con nessuno. In questo mondo, in questo momento, c’è qualcuno che è rimasto indietro in tema digitalizzazione.

Ai compiti, alle pagelle, alla carta su carta su carta su carta. È la scuola, uno degli ultimi baluardi dell’era antidiluviana, un’istituzione che invece di ringiovanire, sembra invecchiare sempre di più.
Dati alla mano, la scuola italiana è risultata 25 su 28 in Europa nel DESI 2018. Questo calcolo (Digital Economy and Society Index) si basa su parametri di digitalizzazione scolastica, andando a definire il livello di attuazione dell’Agenda digitale da parte di ciascun paese.

25 su 28, peggio di noi solo Bulgaria, Grecia e Romania.

L’indice DESI si basa su parametri molto semplici:

Connettività: indica quanto una scuola abbia accesso a risorse informatiche ad alta velocità. La banda per intenderci.

Capitale Umano: è la capacità degli studenti di poter migliorare le proprie abilità tramite l’utilizzo del digitale

Utilizzo di servizi online: accesso a musica, video, videogiochi e altre attività online.

Questi sono i parametri base, affiancati da ulteriori valori che potete trovare qui.

Una bella bella gatta da pelare, dunque, per il nostro governo, che si ritrova a governare, appunto, uno dei paesi più arretrati in Europa sotto il punto di vista della digitalizzazione (solamente?). Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi/anni.

E intanto, però, Bussetti dichiara: “Non credo che servano molti investimenti, possiamo usare meglio gli investimenti fatti”. Chiaro no?

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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