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Drone salvavita e smartphone salvanoia…come il TG USA

Drone salvavita e smartphone salvanoia…come il TG USA

Nell'edizione odierna parliamo di un innovativo drone per il trasporto di organi, degli usi dello smartphone e di molto altro. Stando in Italia, si s

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Nell’edizione odierna parliamo di un innovativo drone per il trasporto di organi, degli usi dello smartphone e di molto altro.

Stando in Italia, si sa, non risulta difficile rimanere informati su quelli che sono gli eventi e le problematiche che caratterizzano le università del nostro Paese. E’ un po’ più raro, invece, leggere o ascoltare notizie sugli atenei esteri, in particolare su quelli d’oltreoceano.

Per ovviare a questo problema noi di FacceCaso abbiamo ideato una rubrica settimanale che ha come obbiettivo quello di portare alla vostra attenzione, attraverso dei flash, le 3 news più interessanti che hanno caratterizzato il panorama universitario statunitense. Siete pronti? Questo è TG USA, let’s start!

Drone salvavita

Impresa storica all’ospedale dell’Università del Maryland, dove il rene trapiantato nel corpo di una paziente di 44 anni è stato trasportato da un…drone. L’aeromobile a pilotaggio remoto progettato appositamente per questo tipo di operazioni (è infatti dotato di un sistema di monitoraggio, di un misuratore di temperatura e pressione atmosferica e di un paracadute d’emergenza) ha infatti condotto l’organo congelato per ben 5 km, recapitandolo intatto a destinazione.

Che barba che noia, che noia che smartphone

Interessante lo studio recentemente condotto dai ricercatori dell’Università di Washington su alcuni volontari, che sono stati costretti ad utilizzare in maniera eccessiva il proprio cellulare. L’indagine ha evidenziato che si è più propensi a smanettare sullo smartphone quando ci si trova in circostanze sgradevoli o in momenti di noia, come ad esempio durante un’attesa.

Allarme suicidi

Sono decisamente preoccupanti i risultati ricavati da uno studio effettuato di recente dai ricercatori della Ohio University e dell’Università di Louisville su i casi di auto-avvelenamento intenzionale. Dall’indagine in questione è infatti emerso un dato decisamente allarmante, quello relativo al numero dei casi, che dal 2011 sarebbero addirittura raddoppiati. Curioso inoltre il fatto che sembrerebbero le ragazze le più propense a ricorrere a questa pratica suicida.

E con quest’ultima notizia termina qui quest’edizione del TG USA. Noi ti ringraziamo per averci seguito, ti auguriamo una buona serata e se sei arrivato a leggere fin qui allora…FacceCaso!

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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