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Io, 23 anni e la Maturità

Io, 23 anni e la Maturità

Cronache di un’universitaria che pensa a cosa farebbe se dovesse affrontare la Maturità 2019. La maturità che ho fatto io era quella del 2014, quella

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Cronache di un’universitaria che pensa a cosa farebbe se dovesse affrontare la Maturità 2019.

La maturità che ho fatto io era quella del 2014, quella del tema sul Dono e della versione di Luciano, quella in cui c’era ancora la terza prova e non c’era la presentazione dell’Alternanza Scuola–Lavoro.
Quella versione non fu difficile, anche se il greco non era proprio nelle mie corde, come mi ricordano i 4 e i 4 e mezzo sul registro, non ancora elettronico.

Oggi la maturità la sta affrontando mio fratello, con i carichi di ansia dei 18 anni per delle prove nuove e tanto (forse troppo) diverse da quelle degli anni precedenti. Diciamo che sto vivendo, anche se in parte la Maturità 2019. E allora ho pensato, cosa avrei fatto io se la stessi affrontando in questo momento?

Innanzitutto, te lo devo dire, mi sarei impanicata. Beh, perché l’analisi del testo non era proprio il mio forte e avrei saputo poco o nulla del Generale Dalla Chiesa (poi ho recuperato eh, ma all’università). Io facevo (ovviamente, dirai tu) l’articolo di giornale, che a quanto pare nella prima prova 2019 non era previsto. Con il cuore forse avrei scelto L’eredità del Novecento, ma non so se è la studentessa di Scienze Politiche che ti sta dicendo questa cosa o anche la diciottenne di qualche anno fa l’avrebbe fatto.

La seconda prova. Ahia. Sicuramente il latino mi era in qualche modo più congeniale del greco. Ma Tacito. Eccome se me lo ricordo. Ho ancora nelle orecchie la voce della mia professoressa che diceva “Stati attenti ai verbi che non ci sono e che ci dovrebbero essere”. Tacito era talmente ostico che l’unica cosa che mi venne in mente a quel tempo fu metterlo nella tesina, così almeno all’orale non mi avrebbero chiesto di tradurlo. In realtà questo tipo di seconda prova, un po’ diversa, non mi dispiace. È il modo più bello di utilizzare quello che avete studiato in questi anni, ma ahimè, so che non sei abituato a farlo, perché non lo ero nemmeno io. Perché il greco e il latino ce li insegnano tanto e male, troppo in superficie rispetto a quello che ti stanno chiedendo in queste ore.

Poi c’è l’orale. Niente busta per me. E se penso al panico che avevo quella mattina (essendo la seconda di tutto l’istituto), sono convinta che non sarei mai riuscita a fare il collegamento nemmeno tra la foto della Bomba Atomica e il 1946. Prova azzeccata secondo me, ma non siamo abituati a collegare nulla, quindi o ce lo insegnate o cambiate prova.

E tu? Sei un maturando o anche tu tiri un sospiro di sollievo perché ormai è passata?

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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