Tempo di lettura: 1 Minuti

Comunicazione insegnanti-alunni: le strategie più efficaci

Comunicazione insegnanti-alunni: le strategie più efficaci

Su Orizzonte Scuola, l'analisi di alcuni metodi di comunicazione per migliorare il rapporto insegnanti-studenti, in una scuola che evolve. La scuola

Scuola inclusiva, ecco il progetto in Calabria
Diritto… al diritto! Finalmente qualcuno ha aggiornato le materie scolastiche
Gli studenti di Pavia chiedono di studiare la Costituzione a scuola!

Su Orizzonte Scuola, l’analisi di alcuni metodi di comunicazione per migliorare il rapporto insegnanti-studenti, in una scuola che evolve.

La scuola sta cambiando. È ormai chiaro che ai ragazzi in età scolare non serve più solo un istituzione che eroghi il sapere. Essa deve garantire anche crescita umana e civile del futuro cittadino. E per fare ciò la competenza in ambito comunicativo, oltre che didattico, degli insegnanti è cruciale. Un articolo di OrizzonteScuola.it analizza alcuni metodi per una comunicazione fra insegnanti e allievi, che favorisca la creatività, la fiducia, l’autostima e l’autocontrollo.

Per l’educatore, si legge nell’articolo, è tutta una questione di auto-consapevolezza. In altre parole, l’insegnante deve porsi il problema se il suo modo di comunicare stia funzionando o meno.

Tra i metodi esposti c’è il cosiddetto messaggio-Io. L’insegnante mette a confronto se stesso in prima persona con i comportamenti non efficaci del ragazzo. Il discente comprenderà così le conseguenze e le reazioni che il suo agire determina negli altri soggetti.

Se invece si fa prevalere il messaggio-Tu, si ottiene il risultato opposto. Giudizi quali: “Tu sei svogliato” o “Tu sei confusionario”, provocano ribellione ed atteggiamenti difensivi di chiusura. Basare una comunicazione sulla propria persona, al contrario, predispone al dialogo, senza esprimere giudizi vessatori.

Altro sistema illustrato è l’ascolto attivo. Una particolare competenza emotiva, che permette il recepimento e la riflessione del messaggio dell’alunno. Generando in questo modo empatia, l’allievo potrà giungere in modo più autonomo alla risoluzione delle criticità.

Terza proposta è il modello di risoluzione dei conflitti attraverso il problem solving. Ossia un metodo che porta educatori e discenti ad una soluzione soddisfacente per entrambe le parti.

Ciò che deve fare l’insegnante.

In ogni caso, è ovvio che l’utilizzo delle regole in classe non è mai semplice e indolore. L’utilizzo pratico di questi metodi necessita di alcuni accorgimenti. L’insegnante deve trasmettere il comportamento virtuoso. Perciò è fondamentale che la regola sia espressa in termini positivi: ponendo l’attenzione sull’azione corretta. Il classico “Non devi intervenire se non sei chiamato” è un esempio di regola espressa al negativo. Mostra cioè l’azione scorretta. Questo, secondo molti studi sull’apprendimento scolastico, paradossalmente rafforza il ricordo di ciò che non va fatto.

La scuola è un sistema complesso ed aperto, conclude l’articolo. Ha la capacità e il dovere di influenzare gli allievi. Ma riuscirà a farlo solo se l’educatore è disposto a mettere in gioco sé stesso. In questo senso, la comunicazione in positivo delle regole può migliorare di molto il clima di un’aula scolastica.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0