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Educazione Civica salvata in corner!

Educazione Civica salvata in corner!

Il lungo percorso dell'Educazione Civica nelle scuole si conclude con un decreto approvato velocemente. La materia è salva. Nelle puntate precedenti

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Il lungo percorso dell’Educazione Civica nelle scuole si conclude con un decreto approvato velocemente. La materia è salva.

Nelle puntate precedenti avevamo visto come fosse stata introdotta dal Ministero dell’Istruzione l’idea di inserire almeno 33 ore di educazione civica nelle scuole, poi però era stata fatta marcia indietro, perché con la crisi di governo e la situazione politica sarebbe stato quasi impossibile approvare un decreto valido per settembre.

E invece è successo. Perché il 20 agosto 2019, è stata approvata la legge per cui dal nuovo anno scolastico, il 2019/2020, inizia l’insegnamento dell’Educazione Civica per ben 33 ore settimanali. Arriva in Gazzetta Ufficiale la Legge 92 del 2019 e per far sì che tutto questo succeda c’è bisogno di un decreto ministeriale del MIUR.

Infatti, è qui il problema. Il tempo stringe. Molte delle scuole, come quelle della Provincia Autonoma di Bolzano, ad esempio, riapriranno il 5 settembre. Questo non è l’ideale quando c’è un decreto ministeriale ancora da emanare, la convocazione dei professori da fare e i programmi da decidere.

La legge prevede che i ragazzi dei primi due cicli di scuola affrontino almeno 33 ore di Educazione Civica, un insegnamento trasversale che dovrà toccare tutti gli aspetti della società. Dal diritto all’economia passando per l’ambiente, uno dei temi più scottanti degli ultimi tempi.

Anche all’asilo verranno promossi dei progetti per iniziare i bambini al concetto di cittadinanza sostenibile, così da lavorare sull’essere cittadini responsabili fin dalla tenera età. Per quanto riguarda le scuole elementari, poi, l’insegnamento verrà affidato ai docenti già in organico, a seconda della loro materia. Per gli altri, invece, si terranno in conto i docenti abilitati a insegnare diritto ed economia.

Ovviamente anche le scuole, oltre al Ministero, dovranno correre per permettere ai docenti di organizzare il lavoro e il programma che può essere gestito dagli istituti stessi e inserito dentro il POF.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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