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Via libera del ministro: torna il tema storico alla maturità

Via libera del ministro: torna il tema storico alla maturità

Successo per le campagne "pro-storia": il ministro Fioramonti ha datto il via libera al ritorno del tema storico all'esame di maturità. La riforma de

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Successo per le campagne “pro-storia”: il ministro Fioramonti ha datto il via libera al ritorno del tema storico all’esame di maturità.

La riforma della maturità attuata l’anno scorso ha, come sempre avviene, generato molte discussioni. Tra dubbi e opinioni discordanti, un punto su tutti aveva fatto storcere il naso: l’eliminazione del tema storico dalle possibili scelte delle tracce d’esame. Con il cambio di governo, il nuovo ministro dell’istruzione Fioramonti aveva da subito dichiarato di voler presto mettere mano alla questione per ripristinarlo e ha mantenuto la promessa. Già da quest’anno all’esame di maturità tornerà, nella tipologia B “testi argomentativi”, la tematica di storia, con un occhio di rigurardo, assicura il titolare del MIUR, verso la dimensione sociale e il suo progresso.

Molto del merito va dato anche alle martellanti campagne di sensibilizzazione portate avanti da numerosi media e testate giornalistiche. Per loro tramite è stato promosso, tra gli altri, il Manifesto per la Storia, proposto e redatto da Andrea Giardina, Liliana Segre e Andrea Camilleri. In seguito esso è stato sottoscritto da più di cinquantamila accademici, professori, maestri di scuola, studiosi, artisti e appassionati a vario titolo.

Il ripristino della traccia è a tutti gli effetti un loro successo. “Non potevo ignorare il Manifesto – ha dichiarato il Ministro – firmato da una parte rilevante della società italiana. Ne ho condiviso la preoccupazione“. Il passo successivo, nelle intenzioni del governo, è superare la criticità dettata dal fatto che solo il 3% dei maturandi lo ha scelto in passato. Il che, per altro, era uno dei motivi addotti per decidere di rimuoverlo.

I cambiamenti da apportare

La prima questione da affrontare è il modo in cui si insegna la disciplina“, sostiene ancora Fioramonti. A suo dire molti libri di testo sono troppo didascalici, riducendo tutto ad una sequela di date e battaglie. Al contrario bisognerebbe stimolare l’approfondimento, ad esempio, della conquista dei diritti civili e della partecipazione democratica. Più in generale l’evoluzione umana attraverso gli avvenimenti nei secoli.

Per farlo occorre intervenire anche sui metodi applicati dai professori. Invogliare i docenti ad una maggiore dinamicità. Ma non solo: “Bisogna dedicare lezioni all’intero Novecento, fino alla globalizzazione“, perché la conoscenza storica è una bussola civile da cui non si può prescindere. Il programma del Ministro è, a partire dal 2022, quello di dare alla scuola italiana una nuova periodizzazione nella didattica da impartire agli studenti.

 

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

 

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