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Ambientalismo a teatro: intervista ad una “attrice per caso”

Ambientalismo a teatro: intervista ad una “attrice per caso”

Intervista a Marina Maisano, una giovane attrice per caso che ha portato l'ambientalismo in scena a teatro. "Abbiamo anticipato persino Greta". Si pu

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Intervista a Marina Maisano, una giovane attrice per caso che ha portato l’ambientalismo in scena a teatro. “Abbiamo anticipato persino Greta“.

Si può trattare l’ambientalismo come un tema teatrale? La risposta è sì. Una compagnia di attori amatoriali ha portato in scena nell’ultimo anno uno spettacolo incentrato sul futuro che ci aspetta se non si pone un rimedio ai cambiamenti climatici. Tra gli attori c’è Marina Maisano, appassionata da sempre di teatro, ma diventata attrice per caso.

Laureata in Lettere Moderne alla Sapienza di Roma, Marina ha raccontato di essere in realtà cresciuta con il teatro attorno. Entrambi i genitori ne sono appassionati e il papà ha anche recitato per molti anni. Nelle sale parrocchiali per spettacoli di beneficenza o su palcoscenici comuni, lei lo ha sempre seguito in tutti i suoi lavori.

“Si può dire che in qualche modo sia stata educata al teatro. Ma recitare io in prima persona… bhe quella è tutta un’altra storia”.

E questa storia inizia circa 5 anni fa.

Attrice “per caso

“Nel 2014 ho cominciato per caso, proprio insieme a mio padre. Lui face parte di una compagnia che si chiama, appunto, ‘Insieme per Caso’. Organizzano tutti gli anni due spettacoli per raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. E quell’anno si creò un problema. Per interpretare uno dei personaggi, la figlia del protagonista, era necessaria una ragazza giovane. E così mi fu chiesto. Inizialmente dissi di no, perché di base sono sempre stata molto timida. Era qualcosa che avevo sempre visto, ma mai fatto concretamente. Persino alle elementari, durante la recita di fine anno mi sentii molto in difficoltà, non mi usciva la voce mentre ero sul palco, per via della mia timidezza. Alla fine però gli amici di papà hanno insistito. Un po’ l’emergenza, un po’ l’idea di fare beneficenza… mi sono lasciata convincere. E da quel momento non ho più smesso”.

Via via l’impegno con il gruppo del padre è diventato per Marina una costante. E da lì ha iniziato ad entrare in contatto anche con altre compagnie.

“Ho rincontrato una persona che non vedevo da 15 anni, anche quella volta per puro caso, e ho saputo che stava lavorando in teatro per mettere in scena una commedia di Eduardo De Filippo. Serviva un personaggio femminile giovane, che però sapesse anche parlare in napoletano. Entrambi i miei genitori sono originari di lì. Io ho vissuto a Napoli molti anni da piccola e un po’ di dialetto lo parlo. Così mi hanno preso dopo un provino. E quello è stato l’inizio di una attività che mai avrei pensato sarebbe potuta durare così tanto”.

Grazie a questa esperienza, c’è stato il primo approccio con il teatro vero. Quello serio e professionale che richiede applicazione, concentrazione massima, sacrificio, ma che sa regalare grandi emozioni in primis a chi ci lavora. Lo spettacolo è andato anche in tournée fuori Roma e il successo ottenuto, nel suo piccolo, ha lasciato tante soddisfazioni a Marina, tanto che ha deciso di imbarcarsi in una grossa avventura.

Terra ultima chiamata

Il tema dell’ambientalismo è tornato alla ribalta negli ultimi anni. Ma a teatro hanno cominciato a lavorarci addirittura in anticipo, rispetto ai movimenti come il Friday for Future.

“Abbiamo battuto sul tempo persino Greta Thunberg”.

“Terra ultima chiamata”, questo il titolo dello spettacolo, è un commedia originale, scritta appositamente dal registra, Gianni Gliottone, inseme al coautore Marco Casagrande. Andata in scena la scorsa primavera, sono serviti, oltre le prove, ben due anni di lavori tecnici di preaparzione, cui ha preso parte anche Marina in prima persona, per allestire tutto.

“Alla fine siamo andati in scena proprio durante l’esplosione dei Friday for Fututure. Parlavamo di una ragazza venuta dal futuro che tenta di convincere le persone di ciò che aspetta loro se non si porrà un freno al cambiamento climatico. In qualche modo, anche involontariamente, abbiamo cavalcato l’onda del movimento di Greta. E siamo riusciti addirittura a esportarlo all’estero”.

L’istituto di cultura italiana di Sofia, infatti, ha permesso a Marina e alla sua compagnia di esibirsi proprio in Bulgaria. Sia nella Capitale, sia a Plovdiv, capitale della cultura europea 2019 insieme all’italiana Matera.

“L’esperienza all’estero a pochi anni dall’esordio in teatri importanti e con un grande pubblico è stata fantastica. All’estero, poi, gli italiani sono considerati gli esperti del teatro. Eravamo visti come attori hollywoodiani. Credo che l’ammirazione per l’Italia a teatro sia assoluta. Che sia lirica, prosa, commedia o dramma, ci considerano leader in tutto”.

Una passione e nulla più

Nonostante tutto però, i piedi rimangono ben saldi per terra. E se deve dire quale interpretazione le sia rimasta nel cuore non ha dubbi.

“È il primo personaggio che ho fatto ad essermi rimasto nel cuore. L’emozione della prima volta non l’ho più provata. Ed era una misera sala parrocchiale, non certo un palco famoso. Ma anche in teatri più grandi o all’estero non ho più avuto le stesse sensazioni”. 

Il personaggio ambientalista in Terra ultima chiamata, confessa, è stato parecchio tosto.

“Irrompeva sulla scena. Era dura e priva di espressioni, di sentimenti, quasi glaciale. È stato difficile preparalo, perché caratterialmente lontano da me. Fino ad allora avevo sempre interpretato figlie e fidanzatine. Anche il lavoro che ho dovuto fare per impostare la voce non è stato facile. E poi mentre vedevo gli altri che recitavano, ridevano e interpretavano a modo loro i personaggi, io dovevo essere sempre seria, fredda e mono corda. Alla fine stavo quasi male fisicamente”.

Anche sui progetti per il futuro Marina non si abbandona a troppe fantasie. Preferisce che questa resti un meraviglioso passatempo.

“Molti mi hanno consigliato di fare l’accademia, io però preferisco che rimanga una grande passione. Non riesco a vederlo come un lavoro. E comunque in Italia è pressoché impossibile mangiare col teatro. Preferisco tenerla come attività extra per staccare dai problemi della quotidianità. Per il futuro sto già preparando per dicembre un altro spettacolo con gli stessi attori di Terra ultima chiamata. Saremo in scena dal 13 al 15 dicembre al teatro degli Eroi. La commedia si intitola Bar Paradise. Nel frattempo continuiamo a contattare gli istituti italiani nel mondo per provare a vedere se riusciamo a portare in giro ancora l’ambientalismo a teatro”.

 

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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