Tempo di lettura: 3 Minuti

Snack Revolution, lo spuntino fatto in smartphone

Snack Revolution, lo spuntino fatto in smartphone

Per risolvere il “problema spuntino” una scuola del fiorentino ha scelto di affidarsi alla tecnologia. Scopriamo come. Importante, imprescindibile, f

Guanti per la realtà virtuale, ci pensa Facebook
Startup, ecco le migliori città da cui partire
L’interessante dottorato in “Law and Cognitive Neuroscience” della Niccolò Cusano è alle porte

Per risolvere il “problema spuntino” una scuola del fiorentino ha scelto di affidarsi alla tecnologia. Scopriamo come.

Importante, imprescindibile, fondamentale. Stiamo parlando della merenda di metà mattinata, quella che per qualsiasi studente è un autentico toccasana tra una lezione e l’altra. Ma scegliere lo spuntino migliore non è cosa semplice e spesso si finisce per rifugiarsi nelle classiche schifezze confezionate.

Per ovviare a quest’eventualità, in un istituto del fiorentino si è scelto di ricorrere alla tecnologia. In che modo? Tramite l’ausilio di un’applicazione che consentirà ai genitori degli alunni di prenotare e pagare le merende dei propri figli direttamente dal loro smartphone.

L’idea è venuta alla scuola secondaria di primo grado “Francesco Redi” di Bagno a Ripoli (Firenze), dove il preside ha scelto di salvaguardare la salute dei propri iscritti facendo rimuovere i distributori automatici di merendine e rimpiazzandoli con l’app “Snack Revolution”, che consentirà un’efficace diffusione degli spuntini freschi preparati ogni mattina dalla Siaf (Servizi Integrati Area Fiorentina).

Spuntini che varieranno di mese in mese e spazieranno dal classico panino al prosciutto crudo alla pizza, passando per l’insalata e i cosciotti di maiale. Le merende costeranno tutte 1,50 euro e sarà possibile pagarle con la carta di credito direttamente dall’applicazione, sfruttando un POS virtuale.

Inoltre si potrà personalizzare il menù in base alle proprie esigenze alimentari. In questo modo si eviteranno episodi analoghi a quello accaduto poco più di un mese fa a Mestre, dove in una scuola elementare della città i genitori dei bambini islamici sono insorti chiedendo che ai loro figli venisse preparata carne Halal, ovvero macellata secondo le linee guida prescritte dalla Sunna.

Insomma, una volta tanto la scuola italiana non demonizza la tecnologia ma la sfrutta per risolvere i propri problemi. Seguendo l’esempio della “Francesco Redi” presto tutti gli studenti potranno avere uno spuntino salutare a portata di mano, anzi di…touch.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0