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Trash e musica: le peggiori hit italiane degli anni ’90 e ’00

Trash e musica: le peggiori hit italiane degli anni ’90 e ’00

A 25 anni dall'uscita del singolo "T'appartengo" di Ambra Angiolini, ecco una raccolta delle peggiori hit musicali italiane del anni '90 e 2000. Quan

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A 25 anni dall’uscita del singolo “T’appartengo” di Ambra Angiolini, ecco una raccolta delle peggiori hit musicali italiane del anni ’90 e 2000.

Quando si parla di hit della storia della musica (non quelle fighe sulla scuola di cui vi avevamo parlato QUI) certe date non si possono scordare. L’11 novembre di 25 anni fa succedeva questo:

“T’appartengo ed io ci tengo. E se prometto poi mantengo. M’appartieni e se ci tieni. Tu prometti e poi mantieni”

Nella terra che ha dato i natali a Vivaldi e Rossini, a Luigi Tenco e Fabrizio De Andrè, per qualche inspiegabile motivo c’è stato spazio anche per “T’appartengo” di Ambra Angiolini. Un evento per il quale noi italiani dovremmo chiedere scusa al mondo della musica e non solo. E invece no. Noi lo celebriamo. Forse per non dimenticare gli errori del passato. Magari anche per ricordare la spensieratezza degli anni dell’infanzia. Al trash noi giuriamo amore eterno e se non è amore finiremo all’inferno.

Ma come si può omaggiare degnamente la ricorrenza di un simile avvenimento senza scadere nell’imbarazzo e nella vergogna? Semplicemente, accostandolo ad altri disagi in note, partoriti dalla discografia nostrana e incredibilmente diventati dei tormentoni. Ecco l’elenco tutto da ridere delle peggiori hit musicali italiane degli anni ’90 e 2000.

Paola e Chiara – Amici come prima

Festival di Sanremo 1997. Le sorelle Paola e Chiara Iezzi, che tutt’oggi nessuno ha ancora imparato a distinguere, si presentano nella sezione nuove proposte con “Amici come prima“. Testo palesemente preso dal diario di una quindicenne appena mollata da quello che pensava essere l’amore della sua vita.

“[…]mandi in pezzi il mio cuore e pretendi di… Di potertela cavare così! Amici come prima, mi costa una fortuna, riuscire ad ammettere che… è stato solo un gioco, un affare da poco, ma sono innamorata di te…”

Due, forse tre, accordi di chitarra da falò al mare ripetuti all’infinito e voci all’unisono per 4 minuti e 14 secondi. Esatto, avete capito bene. Nessun controcanto. Nessuna alternanza di voci. Una difronte all’altra, su uno sgabello, si guardavano fisse negli occhi e andavano perfettamente in contemporanea, come fossero allo specchio. Un’ansia terribile.

Per altro, quell’edizione del Festival la vinsero i Jalisse con Fiumi di Parole. E così abbiamo anche il secondo titolo di questa invereconda raccolta musicale.

I gazosa – www mi piaci tu

Quando un pezzo spacca lo si capisce dall’attacco. E come si può cancellare dalla memoria un “Every day, every night, every second of my life” strillato da una tredicenne con l’autotune del microfono a palla?

“www mi piaci tu. Tu, tu, tu. Tu, tu, tu, i love you, and you love me. E mi manchi sempre più”

Era il 2001 e ancora una volta il teatro Ariston è latore di un successo che ancora oggi strappa grasse risate al karaoke. Quattro ragazzini tra i 12 e i 14 anni, I Gazosa, vincono la categoria giovani. E nella primavera successiva le recite di fine anno scolastico alle elementari hanno tutte come colonna sonora la loro hit: “www mi piaci tu“.

Checco Zalone – Siamo una squadra fortissimi

Estate 2006. Il calcio italiano è travolto dallo scandalo Calciopoli, ma la nazionale cela quell’onta trionfando ai mondiali di Germania. E il “popopopopopopopopo” manda in pensione Michele Novaro e Goffredo Mameli. Il comico barese Luca Pasquale Medici, in arte Checco Zalone, contribuisce al totale delirio di quei mesi torridi con queste parole.

“Stoppi la palla al volo, come ti ha imparato tanto tempo fa, quando giocavi invece di andare a scuola. Quanti sgridi ti prendevi da papà. Perché sognavi un giorno che avresti stato nell’Italia convocato, adesso
tutti sono con te, ma ci devi dimostrare che…
Siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fantastici e nun potimm’ perde e fa figur’ e mmerd’. Perché noi siamo bravissimi e super quotatissimi e se finiamo nel balatro, la colpa è solo dell’albitro”
E questa era solo la prima strofa, con il ritornello. “Siamo una squadra fortissimi” fu probabilmente causa dell’abbandono scolastico di migliaia di ragazzi quell’anno. Perché se ce l’avevano fatta Zaccardo, Barone e Iaquinta a vincere un campionato del mondo, allora davvero tra quelle note era racchiuso un fondo di verità.

Il genio – Pop Porno

Cos’è Il genio? O meglio Chi è? Perché sotto questo pseudonimo si è nascosto un duo che ha portato letteralmente il porno nella musica. Nel senso che in una canzone dal titolo Pop Porno, del 2008, hanno raccontato la perversione di chi si intrattiene la notte a guardare film a luci rosse su emittenti private di dubbia natura.

“Tu sei cattivo con me perché ti svegli alle tre per guardare quei film un po’ Porno. Pop porno. Pop Porno. Pop Porno Porno Porno”.

La vera tragedia non è nell’assurdità del successo di questa canzone, quanto piuttosto il fatto che tra 14 anni c’è il rischio che si debba celebrare il 25° anniversario della sua uscita. E allora lì sì che sentirete la mancanza di Ambra Angiolini.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

 

Post Scriptum: se leggendo vi fosse venuto in mente qualche altro raccapricciante ricordo musicale, che secondo voi meriterebbe di essere aggiunto all’elenco delle peggiori hit, lasciatelo pure scritto in un commento. Ma non speriate che vi ringrazieremo per averlo fatto tornare in mente anche a noi…

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