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4 maggio, ecco la fase 2: “Ma quindi… da oggi che famo?”

4 maggio, ecco la fase 2: “Ma quindi… da oggi che famo?”

Dopo le ipotesi e le vaghe spiegazioni all'alba della fase 2 ancora molti non hanno ben chiaro cosa (e come) si possa fare a partire da oggi. Italia,

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Dopo le ipotesi e le vaghe spiegazioni all’alba della fase 2 ancora molti non hanno ben chiaro cosa (e come) si possa fare a partire da oggi.

Italia, 4 maggio. Alba di una nuova era, chiamata fase 2. Sembrerebbe l’incipit di un racconto di fantascienza, ma è più o meno lo stato d’animo di molti italiani stamattina. Dopo due mesi di serrata totale, oggi lentamente ci si dischiude, tornando gradualmente alla vita. E come ogni nuova fase dell’esistenza di ciascuno di noi, all’inizio lo spaesamento è del tutto naturale. Specialmente se di indicazioni su come affrontarla ne sono arrivate poche e molto frammentate. La domanda che tutti si pongono è: “Ma quindi… da oggi che famo?“.

Romanamente parlando, la risposta (parzialmente censurata per motivi di opportunità) sarebbe “S’attaccamo ar…“. Che concettualmente può essere così espressa in italiano: “Ci atteniamo alle disposizioni del governo e alle ordinanze regionali. E chi immaginava libertà totale, dovrà ricredersi“. Il potere del dialetto troppo spesso è sottovalutato.

A dirla tutta, circolavano già da una decina di giorni le indiscrezioni su ciò che sarebbe stato permesso fare nella fase 2. Ma dopo la conferenza stampa sui congiunti e nonostante i successivi tentativi di spiegazione, con anche le FAQ pubblicate sul sito del governo, in parecchi si sono trovati comunque spaesati. Se poi ci si aggiunge che in venti regioni esistono più o meno altrettanti provvedimenti diversi per recepire e adottare quanto stabilito dal DPCM  26 aprile 2020, la confusione non fa che lievitare nella mente dei cittadini.

Una cosa sola è certa: il significato della parola congiunti è oscuro ad una larga fetta della popolazione. E anche a chi governa, a quanto pare. Visto che nelle indicazioni fornite ci si riferisce a essi sono in termini giuridici.

“L’ambito cui può riferirsi la dizione “congiunti” può indirettamente ricavarsi, sistematicamente, dalle norme sulla parentela e affinità, nonché dalla giurisprudenza in tema di responsabilità civile”.

Su come come ciò si traduca in termini pratici esistono varie scuole di pensiero. Tutti sono però grosso modo concordi nell’affermare che si potranno rivedere i rispettivi fidanzati e compagni di vita. Daje quindi col baby boom nel 2021. Riguardo gli amici, invece, resta valido quanto affermato sopra: “S’attaccamo…

Per il resto ci sono ambiti generali di applicazione delle norme, valide ovunque ma, a seconda dei casi, interpretate e rese più o meno stringenti. Si legge sul sito istituzionale di Palazzo Chigi:

“Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità (il decreto include in tale ipotesi quella di visita ai congiunti, vedi FAQ), o per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto”.

Praticamente la fase 2 è stata inventata solo per fare felici i runners. Cade il vincolo dei 200 metri da casa per passeggiate e jogging. Ci si può quindi spostare ovunque, a patto di rimanere nella propria regione. E lo si potrà fare non solo correndo, ma anche a bordo dei mezzi pubblici. La scelta dei metodi per mantenere le distanze di sicurezza a bordo, però, è rimessa alle singole aziende di trasporti.

Niente shopping, né parrucchieri. Discoteche, pub, teatri e cinema, neanche a parlarne. Messe per funerali e matrimoni sì. Perché comunque ci vuole il giusto spirito per ripartire. Al parco ci si può andare, ma i bambini non potranno usare le aree gioco. Il modo giusto per invogliarli a spegnere la play station.

Per alcune di queste attività comunque, al pari di quanto avverrà per bar e ristoranti, la riapertura al pubblico è solo posticipata. 18 maggio o, al più, il 1° giugno. In tempo per dare una rassettata e richiudere il 2, festeggiando la nostra meravigliosa Repubblica.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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