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Saturday Quarantine Night Live is in the house [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Saturday Quarantine Night Live is in the house [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Torniamo a parlare di quarantena, di giovani e di creatività. Stavolta lo facciamo in compagnia dei ragazzi del Saturday Quarantine Night Live. Qualc

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Torniamo a parlare di quarantena, di giovani e di creatività. Stavolta lo facciamo in compagnia dei ragazzi del Saturday Quarantine Night Live.

Qualche giorno fa vi avevamo parlato di come l’isolamento forzato, al quale la pandemia di Coronavirus ci ha costretti, abbia stimolato all’inverosimile la creatività dei giovany, portando alla realizzazione di progetti social ambiziosi come quello del Saturday Quarantine Night Live.

E noi di FacceCaso abbiamo contattato gli ideatori di questo format, i giovani fratelli reatini Daniele e Gaetano Conti, per chiedergli proprio come è nato il loro show e quanto possano essere importanti i social network come Instagram in un momento difficile come questo. Ecco cosa ci hanno detto.

Com’è nata l’idea di creare uno show tutto vostro e perché tra tanti format avete scelto proprio il talk show in stile americano?

L’idea iniziale era fare delle semplici dirette Instagram, ma poi abbiamo pensato che sarebbe stato meglio fare qualcosa di un po’ più interattivo permettendo ai personaggi di intervenire. Poi siccome a me (Gaetano ndr) è sempre piaciuto il format dei late show, abbiamo deciso di fare qualcosa di simile cercando di coinvolgere persone della nostra città e creando in questo modo una sorta di talk show reatino.

All’inizio abbiamo chiamato soltanto amici, cercando comunque di spaziare in ambiti diversi. Così siamo partiti con il primo episodio, che poteva essere tranquillamente pure l’ultimo dato che è stato un totale disastro tra collegamenti saltati e altri casini (ridono, ndr). La cosa che però ci ha colpiti è che ogni volta che ripristinavamo la diretta la gente che c’era prima rientrava e questo ci ha spinti a proseguire, perché significava che le persone volevano vederlo.

Attraverso il Saturday Quarantine abbiamo conosciuto i fratelli Conti conduttori. Ma chi sono Gaetano e Daniele lontano dalle telecamere?

Io (Daniele, ndr) mi sono laureato lo scorso luglio in CGI Animation (Effetti Speciali nel Cinema d’Animazione, ndr). Io (Gaetano, ndr), invece, studio, per adesso solo in modalità telematica, a La Sapienza; frequento la facoltà di informatica, sto al secondo anno.

Nella vostra intervista a Il Messaggero avete speso parole al miele per la vostra città, Rieti. Nella vostra visione ritenete che in futuro iniziative che sfruttano al meglio le potenzialità del mezzo social come il vostro Saturday Quarantine Night Live possano far luce su queste realtà “piccole” e sui loro personaggi?

Allora, per quanto ci riguarda, il progetto è nato come alternativa ai sabato sera tradizionali. Quando torneremo alla normalità sarà difficile che la gente continui a “sintonizzarsi” in massa su Instagram, perciò o ci fermeremo, oppure continueremo cambiando magari giorno della settimana. Al momento quella di sabato dovrebbe essere l’ultima puntata ma molto dipenderà da come sarà la Fase 2 (l’intervista è stata fatta prima dell’ultima conferenza stampa del premier Conte, ndr).

Per quanto riguarda Rieti, invece, noi siamo molto legati alla nostra città e ci teniamo a dare spazio a personaggi di questa realtà che non sono conosciuti quanto dovrebbero.

In queste settimane abbiamo visto moltiplicarsi in maniera esponenziale il numero di dirette su Instagram e di social show simili al vostro. Credete quindi che il social sia destinato a sostituire la TV anche nella fruizione di contenuti apparentemente televisivi?

Secondo noi i giovani dai 22 anni in giù passano molto più tempo sui social che a guardare la televisione, probabilmente anche perché la TV come mezzo di condivisione sta un po’ morendo, dato che ormai sta venendo sempre più sostituita dai servizi di streaming e dal web.

E poi crediamo che il tipo di intrattenimento che cerchiamo di portare noi si stia ormai sempre più avvicinando ad internet visto che anche Cattelan in Italia e Letterman oltreoceano di recente sono sbarcati sulle piattaforme. Inoltre il bello delle dirette Instagram è che ti permettono di coinvolgere il pubblico, oltre a farti capire che un prodotto come il nostro può crearlo chiunque; non si deve per forza essere dei professionisti, basta essere se stessi e avere un po’ di originalità.

Avete parlato di originalità, pensate che sia stata proprio questa clausura forzata a far sbocciare la creatività nei giovani o secondo voi i giovani sono creativi per natura?

Secondo noi la creatività è innata. Al tempo stesso, però, è anche vero che la gente si sta annoiando talmente tanto che cose del genere le crea anche un po’ per necessità. Si tratta quindi di una sorta di creatività nascosta, che viene fuori nei momenti più tosti come quello che stiamo vivendo.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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