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Passatempo da quarantena: quante cose abbiamo fatto in questi due mesi

Passatempo da quarantena: quante cose abbiamo fatto in questi due mesi

In due mesi chiusi dentro casa le persone si sono cimentate in ogni tipo di passatempo. Dal bricolage allo studio delle poetiche orientali. Finalment

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In due mesi chiusi dentro casa le persone si sono cimentate in ogni tipo di passatempo. Dal bricolage allo studio delle poetiche orientali.

Finalmente si ricomincia a vivere. Pian piano in questo mese si arriverà ad una quasi totale riapertura, sperando di non aver anticipato troppo i tempi e di non ritrovarci a giugno da capo a dodici. Ma se dovesse succedere, almeno stavolta saremmo già preparati ad affrontare le interminabili giornate chiusi dentro casa. Perché se c’è qualcosa che questa quarantena ci ha lasciato è la scoperta di passioni e interessi fino a febbraio totalmente ignote. Sì, nuovi passatempo anche inediti. In due mesi di isolamento forzato, c’è chi si è avvicinato al bricolage, chi allo yoga e persino chi si è addentrato alla scoperta di filosofie e poetiche orientali.

Non solo Netflix e Playstation, quindi. Tanti hanno voluto anche arricchire la propria esistenza con un po’ di cultura. Pratica o letteraria. Certo, i risultati non sono stati sempre entusiasmanti. C’è chi per, esempio, dopo attenta lettura di tutti i manuali del fai da te, per fissare due mensole ha accidentalmente sfondato la parete confinante col vicino di casa.

Però a qualcuno è capitato anche di imbattersi in scoperte ricche di fascino, benché inusuali. Quanti, fino all’inverno scorso, avevano mai sentito parlare degli haiku? Trattasi di una forma di poesia giapponese che cerca la conciliazione delle proprie riflessioni nell’armonia della natura. Brevi composizioni che maturano dopo un processo di ricerca per stimolare riflessioni. Una definizione che sembra rispecchiare pienamente gli stereotipi del misticismo estremo orientale. Ma che, in realtà racchiude qualcosa di ben più profondo. Un esempio:

Le nubi di tanto in tanto

ci danno riposo

mentre guardiamo la luna.

Purtroppo nessuno nella nostra redazione è sufficientemente vicino al Nirvana per poterne cogliere e apprezzare a pieno il significato. Ma di sicuro abbiamo capito che durante la pandemia, oltre al virus anche la noia è circolata parecchio. Nonostante, infatti, questa forma poetica riguardi prettamente la tradizione letteraria nipponica, non sono pochi gli appassionati di poesia che provano a trasporla in occidente. E in questa primavera casalinga più di qualcuno ha deciso di avvicinarsi a essa come ad altri aspetti della cultura del sol levante.

Origami, yoga, cura dei bonsai, corsi avanzati per preparare il sushi. Tutto pur di non cedere all’apatia, insomma. E sempre nell’assoluta speranza che non serva rispolverare quanto appreso tra qualche settimana.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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