Tempo di lettura: 1 Minuti

Global Teacher Prize, un professore italiano tra i 10 migliori al mondo

Global Teacher Prize, un professore italiano tra i 10 migliori al mondo

Un professore di informatica di Benevento è stato inserito tra i dieci più bravi al mondo secondo la classifica del Global Teacher Prize. Italia terr

Chiantiform: un’alternativa alla scuola per giovani tra 16 e i 18
Abbandono scolastico? No, grazie
Scampia: quando l’artigianato incontra il futuro

Un professore di informatica di Benevento è stato inserito tra i dieci più bravi al mondo secondo la classifica del Global Teacher Prize.

Italia terra di eccellenze. Anche dietro la cattedra. Tra i dieci professori scolastici più bravi del mondo c’è anche un insegnante di informaticadell’istituto tecnico Lucarelli di Benevento. Si chiama Carlo Mazzone ed è il primo professore del Belpaese ad essere inserito nella classifica top ten del Global Teache Prize. Ha convinto la giuria che lo ha scelto, insieme ad altri 9, tra oltre 12mila candidati di 140 paesi diversi e già è al lavoro su nuovi progetti per impiegare il premio da un milione di dollari ricevuto.

Si tratta di un premio assegnato dall’inglese Varkey Foundation, che omaggia l’impegno dei maestri di tutto il mondo per la loro funzione ispirativa verso le nuove generazioni. Dal 2014, anno della sua istituzione, il riconoscimento esalta il loro straordinario contributo professionale e l’impatto che il lavoro dei docenti ha non solo sugli studenti, ma anche sull’intera comunità in cui convivono.

Del professore italiano è stato esaltato l’impegno che ha dedicato all’educazione imprenditoriale. In particolare in un territorio affetto da elevati tassi di disoccupazione giovanile e abbandono scolastico. I suoi alunni imparano come trasformare le proprie idee in attività e start up innovative. La voglia di fare che trasmette loro gli proviene dalla famiglia. Anche lui figlio di insegnanti, lascia ai suoi ragazzi in eredità la capacità di credere in quello che vogliono raggiungere. Li incoraggia a sperimentare, provare e creare nuove soluzioni, con i computer come nella vita.

Un metodo che ha già permesso in passato a molti suoi discenti di partecipare con successo a competizioni internazionali. “I giovani e le scienze”, “Junior Achievement” solo nel 2019. Mentre quest’anno ha condotto i ragazzi alla realizzazione di due piattaforme informatiche, una dedicata ai NEET e l’altra agli ESport.

“Jobs per Neet” punta a incrociare domande e offerte di lavoro o di formazione professionale con un sistema di geolocalizzazione e interazioni in tempo reale. L’idea è di ottimizzare la ricerca di risorse e opportunità in base alla zona in cui si va ad operare. “Esport Linker”, invece si presenta come un social per videogiocatori amatoriali. Ma non si limita alla interazione interpersonale. Piuttosto parte da questa per creare opportunità economiche e fare della passione per i videogame una vera professione.

La cerimonia finale di premiazione sarà a Londra il 3 dicembre. E per la prima volta sarà in forma virtuale, con i partecipanti collegati via web per via del Covid. Ma nemmeno la pandemia ha scoraggiato il lavoro del prof Mazzone. “Come responsabile della didattica digitale – ha raccontato – nei mesi scorsi ho toccato con mano le difficoltà che molti ragazzi avevano nel restare al passo con la didattica a distanza. Difficoltà economiche e sociali, magari legate a contesti in cui prevalgono disvalori: la distanza dalla scuola, per qualcuno, ha accentuato le distanze dai compagni e dalla voglia di imparare, ha lasciato indietro i più deboli“. Motivo in più, per lui, per rimboccarsi le maniche e trascinare i suoi ragazzi oltre le difficoltà.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0