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L’UniCal con l’app SmartCampus fa scuola di tracciamento Covid!

L’UniCal con l’app SmartCampus fa scuola di tracciamento Covid!

Grazie all’applicazione SmartCampus i contagi all’interno dell’Ateneo sono stati subito rintracciati e limitati. BellaStoria per l'UniCal. L’applicaz

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Grazie all’applicazione SmartCampus i contagi all’interno dell’Ateneo sono stati subito rintracciati e limitati. BellaStoria per l’UniCal.

L’applicazione digitale SmartCampus è una cugina dell’app Immuni, sviluppata da due aziende vicine all’Università della Calabria, CalTek e SOMOS. Il rettore dell’UniCal ha reso obbligatorio il suo utilizzo per partecipare alle lezioni all’interno dell’ateneo. L’obiettivo in teoria è, ovviamente, quello di tracciare i contagi all’interno dell’Università e bloccarne la diffusione.

Il sistema è molto semplice: ciascuno studente, all’ingresso e all’uscita da ogni aula e da ogni spazio comune deve segnalare la propria presenza con l’applicazione, utilizzando un QR Code. Un semplice tracciamento di check-in e check-out per monitorare la presenza e il tempo di permanenza degli studenti nei locali dell’ateneo.

E anche in pratica, nella realtà, il sistema si è dimostrato valido, funzionante ed efficace. Cinque studenti, dopo essersi sottoposti al tampone, hanno scoperto di essere positivi al coronavirus, seppur asintomatici. Dopo aver segnalato la propria positività, l’Ateneo con il supporto con la società di elaborazione dati e di intelligenza artificiale DLVSystem S.r.l., hanno rintracciato tutti i contatti all’interno dell’ateneo, chi era presente nelle aule con i contagiati e per quanto tempo.

L’utilizzo responsabile da parte di studenti e docenti e la semplicità di fruizione del servizio si sono rivelati due aspetti fondamentali della riuscita del sistema di tracciamento. La logica è la stessa dell’app Immuni che, nonostante sia utilizzata da quasi una decina di milioni di utenti, ha rilevato e rintracciato poche centinaia di contagi tra i contatti registrati.
Il problema principale però sembra essere un altro, stando a quanto raccontano le persone coinvolte nei tracciamenti di Immuni: una volta individuata la positività e la rete relativa di contatti, sembra quasi impossibile entrare in contatto con le ASL locali e ricevere un tampone.

La logica è giusta, la teoria anche, la pratica vacilla. Immaginavamo che la guerra del XXI secolo si sarebbe combattuta con armi informatiche e con l’utilizzo dei dati, ma non pensavamo in questo modo.

#FacceCaso

Di Luca Matteo Rodinò

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