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Kings Of Subhumans, il power duo romano a cui abbiamo fatto caso

Kings Of Subhumans, il power duo romano a cui abbiamo fatto caso

I Kings Of Subhumans hanno pubblicato da poco il loro nuovo disco e noi ci siamo fatti una bella chiacchierata con questo duo. The past is over è il

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I Kings Of Subhumans hanno pubblicato da poco il loro nuovo disco e noi ci siamo fatti una bella chiacchierata con questo duo.

The past is over è il nuovo album dei Kings Of Subhumans, power duo romano che naviga con sicurezza le vie dell’alternative rock. Un disco oscuro, magmatico, ma con molti lampi di energia improvvisa. E in grado di camminare nello spazio siderale alla ricerca di nuovi mondi, come suggerisce la copertina. Noi abbiamo avuto il piacere di scoprire cosa si cela dietro la loro ultima fatica discografica, eccone il risultato.

Che idea si cela alle spalle di THE PAST IS OVER?
Dietro The Past is Over si celano i nostri ultimi 2 anni di musica e di vita. L’idea dal punto di vista musicale era quella di produrre un album che rappresentasse al 100% la nostra idea di power duo sia dal punto di vista del sound che dell’arrangiamento delle canzoni.E per questo abbiamo deciso di curarlo noi a 360 gradi ,dalle riprese al trafalgar recording studio al mix ed al master tutto eseguito da Angelo.E’ stato un lungo percorso che ci ha arricchiti dal punto di vista dell’esperienza e dell’autocoscienza per quanto riguarda le nostre potenzialità,ci ha portato al nostro presente e ci immette nel futuro prossimo della band. Sicuramente per noi rappresenta tantissimo.

Raccontateci la vostra esperienza nei meandri dell’alternative rock
Beh entrambi veniamo da diversi progetti e collaborazioni passate (neurotika,bless the donkey,biorn,neurotic maze…) a livello locale potremmo scrivere una piccola antologia dei locali romani sopravvissuti e non dove ci siamo esibiti,ma con i KOS abbiamo trovato casa al Wishlist Club dove avremmo dovuto presentare The Past is Over il 31 Ottobre scorso,evento che abbiamo dovuto posticipare a causa del Covid. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di suonare questo album in giro per l’Europa il più possibile sicuramente partendo da Roma e dal Wishlist con la speranza che la pandemia non si porti via troppi piccoli e fantastici club che sono l’ecosistema vitale per il nostro genere e non solo …l’attesa e l’incertezza sono estenuanti,ma noi andiamo avanti,il primo lockdown ci ha forgiati.

Da cosa nasce il vostro immaginario interspace?
Nasce durante il lockdown,che per noi già a Marzo ha rappresentato uno stravolgimento dei piani visto che l’album era in uscita e avevamo già diverse date bloccate in giro per l’Italia.
Avendo in parte affogato la disperazione facendo uscire a Maggio il singolo The Upsidedown ed essendoci abbuffati di video film ed informazioni riguardati missioni spaziali e surriscaldamento globale,totalmente saturi delle più nefaste notizie che ci arrivavano dai media,in una delle nostre interminabili ed indimenticabili videochiamate abbiamo partorito l’idea.
Idea alla quale abbiamo aggiunto i contenuti della canzone ed il punto di vista del producer 3D Daniele Scali che già prima di realizzare il videoclip aveva colto il punto della questione realizzando la copertina dell’album.

Quali sono i vostri ascolti quotidiani dai quali magari prendete spunto per comporre la vostra musica?
Qui si potrebbe scrivere un libro. Diciamo che dipende dai periodi. Ieri ho ascoltato Mozart,oggi Dark Wave…insieme la settimana scorsa è finita a Melvins e Tad. Abbiamo delle solide basi fatte di 25 anni di rock in tutte le sue sfumature quasi H24 Il subconscio crediamo faccia il resto. Abbiamo una nostra identità e siamo consci di quanto essa sia in evoluzione nella galassia dell’alternative rock.

Progetti futuri?
Nell’attesa di poter tornare a suonare dal vivo stiamo valutando l’uscita di un altro singolo insieme a dei remix oltre alla stampa dell’album in vinile ,un altro videoclip e nel mentre stiamo provando i pezzi che comporranno il nostro terzo album.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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