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Netflix “imbruttisce” le serie TV: ormai è scacco matto giovany

Netflix “imbruttisce” le serie TV: ormai è scacco matto giovany

“La regina degli scacchi” ne è un sontuoso esempio: così le serie TV di Netflix ridefiniscono gli standard di produzione, con ripercussioni nella vita

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“La regina degli scacchi” ne è un sontuoso esempio: così le serie TV di Netflix ridefiniscono gli standard di produzione, con ripercussioni nella vita reale, attraverso il cosiddetto “effetto Netflix”. E noi? Siamo tutti sotto scacco!

In altre parole, Netflix corrisponde alla fabbrica dei Pokèmon che chiedevamo ogni anno a Babbo Natale, solo che anziché dar vita a materiale appiccicaticcio, crea serie TV in un pubblico di user assetati di finzione. Il potere dello storytelling viene equiparato a un’overdose di ideologie comunicative che producono stimoli interni che si rovesciano nella realtà. La nostra realtà. D’altronde, non è questo l’effetto del buon vecchio cinema? Ah, i soliti paragoni tra parenti…

Comunque, l’effetto Netflix esiste e si fa sentire, o meglio vedere, e ce lo ha dimostrato la serie cult “La regina degli scacchi” che è riuscita ad incollare allo schermo la curiosità di tutti, al punto da far decollare la vendita delle scacchiere su eBay. D’altronde, con 62 milioni di visualizzazioni alle spalle nel primo mese dalla sua uscita (esattamente 28 giorni secondo i report di Netflix), non stupisce che gli iscritti su chess.com siano aumentati del 500%.

La parola d’ordine nell’ecosistema audiovisivo è “verosimiglianza”. Una trama accattivante di certo non guasta: i parallelismi con la realtà studiati a tavolino lubrificano gli ingranaggi di questa meravigliosa macchina che è il racconto. Anche se su Netflix. Anche se a quei tempi nessuna donna è mai riuscita a celebrarsi come regina nel mondo degli scacchi.

Ma è proprio con la figura di Beth Harmon che si alza l’asticella della nostra immedesimazione, con tutte le sue forze e le sue debolezze. Come lei, anche noi vorremmo distruggere le barriere innalzate da anni di ritardi culturali e vincere le nostre battaglie personali. Come lei, vorremmo estraniarci nei peggiori momenti di difficoltà affogando nei nostri dispiaceri.

Forse perché, come lei, anche noi vorremmo vincere in un gioco, quello degli scacchi, dove la fortuna non incide ma è tutto nelle nostre mani.

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

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