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Esame di stato? Non c’è più. Sì, avete capito bene giovany

Esame di stato? Non c’è più. Sì, avete capito bene giovany

L'esame di stato è stato abolito dal Ministro Manfredi. Si diventa medici, psicologi ecc. già dal giorno dopo la laurea professionalizzante. Vi ricor

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L’esame di stato è stato abolito dal Ministro Manfredi. Si diventa medici, psicologi ecc. già dal giorno dopo la laurea professionalizzante.

Vi ricordate quando, durante la pandemia, agli studenti appena laureati in Medicina, hanno risparmiato di fare l’Esame di stato per accedere all’albo? Servivano medici all’epoca, per cui, da un giorno all’altro, migliaia di ragazzi si sono ritrovati Medici senza doversi sottoporre al tediosissimo esame a crocette.

Ebbene, loro potrebbero non essere gli unici ad aver ricevuto tale grazia. Infatti c’è un disegno di legge che prevede che la misura si possa estendere, in futuro, anche a farmacisti, odontoiatri, veterinari e psicologi. Addirittura tale disegno, potrebbe tramutarsi in legge entro fine ottobre.

L’ultimo test

L’obiettivo concreto, si legge, sarebbe quello di “attuare un intervento di semplificazione delle modalità di accesso all’esercizio delle professioni regolamentate, per consentire una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mondo del lavoro”.

E per ottenere ciò, ci sarà bisogno ci sarà bisogno di attuare “una ridefinizione dell’offerta formativa universitaria, che consenta di acquisire una preparazione maggiormente qualificata anche sotto il profilo tecnico-pratico, sia riconoscendo ai titoli accademici valore abilitante all’esercizio professionale”.

Il tirocinio, obbligatorio, pre, o post laurea?

Per quanto riguarda il tirocinio pratico valutativo, “si svolgerà durante i corsi di studio divenendone parte integrante”.

Prevederà lo svolgimento di attività formative di natura professionalizzante, che saranno declinate dalle singole classi di laurea”. Inoltre, “il tirocinio, inglobato nel corso di studi, sarà disciplinato, con riguardo alle modalità di svolgimento, valutazione e certificazione, dalle singole classi di laurea e dai regolamenti didattici di ateneo”.

Insomma, più libertà per le Università e meno pene per gli studenti, si spera, che avranno molte meno scartoffie con cui avere a che fare.

Per adesso, il ddl (disegno di legge), dovrebbe riguardare solo le suddette facoltà. Ma qualora si mostri un miglioramento nel tempo, piuttosto che un passo indietro, non è per nulla escluso che questo possa allargarsi e inglobare altri corsi di studi.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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