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Movimento Afci, parlano i giovani: “Vogliamo dare una mano. Stop all’esame di Stato”

Movimento Afci, parlano i giovani: “Vogliamo dare una mano. Stop all’esame di Stato”

Il Movimento Abilitazione Farmacia e CTF Italia (Afci) è un gruppo di giovani laureati in farmacia, volenterosi di aiutare l’Italia in un momento di c

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Il Movimento Abilitazione Farmacia e CTF Italia (Afci) è un gruppo di giovani laureati in farmacia, volenterosi di aiutare l’Italia in un momento di crisi. Ecco la nostra chiacchierata con Jacopo Mannella.

Dare una mano al proprio paese è tutto ciò che chiedono questi giovani laureati in Farmacia, e proprio con questo scopo nasce il movimento Afci. Riflettendo le opinioni del movimento intero, Jacopo Mannella ha già scritto un articolo per la Repubblica, una sorta di manifesto dell’iniziativa. Oggi, in esclusiva per FacceCaso, Jacopo ci parla di come tutto è iniziato, dell’organizzazione e dei suoi obiettivi.

Com’è nato il movimento Afci?

Siamo un movimento di giovani dottori in Farmacia e Ctf, nato spontaneamente. Tutto è iniziato con un mio sfogo su un gruppo Facebook che contava 1200 persone, riguardante l’Esame di Stato di Giugno 2020 per la professione di farmacista. Da lì il tutto si è evoluto a vista d’occhio. Prima con un gruppo Whatsapp e poi con la creazione della nostra pagina Instagram (abilitazionefarmaciactfitalia), ci siamo resi conto di essere in molti a condividere le stesse idee”.

Ma di quale idee stiamo parlando?

La richiesta del nostro movimento è molto semplice: la sospensione dell’esame di stato di quest’anno, come è successo nel caso di Medicina. Siamo dottori in ambito sanitario, abbiamo un tirocinio alle spalle, insomma siamo pronti a dare una mano. Abbiamo già esperienza nell’ambiente, abbiamo toccato con mano cosa significa lavorare in farmacia. Quindi, ci sentiamo di avere le conoscenze necessarie per darci da fare, ma siamo bloccati dalla burocrazia”.

Inoltre, come ci spiega Jacopo, sostenere l’esame a distanza sarebbe logisticamente impossibile.

L’esame consiste in 5 prove, di cui ben 3 non possono essere effettuate da remoto. Si tratta infatti di prove pratiche da svolgere in laboratorio. L’unica prova che si potrebbe sostenere da casa sarebbe la prova telematica orale. Ovviamente tutto ciò inficia l’intero esame che, ricordiamolo, è oneroso. In un momento di crisi economica come quella che viviamo oggi, non possiamo tralasciare questo aspetto”.

In prima linea contro il virus

Con questo non vogliamo in alcun modo paragonare la nostra professionale ad altre. Ognuno ha il suo ruolo in questa battaglia al coronavirus. Ovviamente, in questa vicenda, gli ospedali svolgono un ruolo fondamentale, al di sopra delle farmacie.

Eppure, non va dimenticato che le farmacie svolgono il ruolo di filtro per gli ospedali e sono comunque fondamentali. Gli affetti da coronavirus, non gravi da essere ospedalizzati, si rivolgono alle farmacie per le proprie cure. In molti piccoli comuni del Nord le farmacie sono l’unico presidio sanitario sul territorio.

Non a caso, moltissimi farmacisti in tutta Italia sono stati colpiti dal virus. C’è bisogno di personale nelle zone più colpite, e noi siamo pronti ad aiutare”.

Sicuramente, la loro richiesta non sta passando inosservata. L’Ordine dei Farmacisti, come anche alcuni esponenti politici, si sono già schierati a favore della richiesta di questi ragazzi. Noi di FacceCaso ci uniamo al loro appello e speriamo di avere presto buone notizie!

#FacceCaso

Di Alice Favazza

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