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Cibo trasformato in street art: lo strumento per una protesta pacifica

Cibo trasformato in street art: lo strumento per una protesta pacifica

È risaputo, noi italiani non siamo per nulla patriottici eppure una sola cosa unisce in modo unanime il nostro orgoglio: la cucina italiana. Ebbene, p

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È risaputo, noi italiani non siamo per nulla patriottici eppure una sola cosa unisce in modo unanime il nostro orgoglio: la cucina italiana. Ebbene, perché non elogiare queste bontà anche nel disegno? Qualcuno a Verona ci ha già pensato …

Tra surreali fette di pizze che si sciolgono, come gli orologi di Dalì, e rivisitazioni di noti marchi gastronomici, che ricordano Andy Warhol, si trova proprio la sua firma: Cibo.

Pseudonimo di Pier Paolo Spinazzè, uno street artist molto particolare che cerca di portare, tra i suoi murales estetici, un messaggio ben più profondo: “uccidere l’odio con qualcosa di buono”.

Come fa? L’artista cerca di coprire i simboli fascisti, mafiosi e razzisti, di cui le mura delle nostre città sono pregne, disegnando le tipiche pietanze italiane; spesso a costo di riprendere e rifare di volta in volta le proprie opere, arricchendole con nuovi dettagli che rendono il disegno ancora più complesso, vivido e bello.

Cibo e arte

Ma non a tutti sta bene il suo scopo: difatti tra minacce notturne, visite indesiderate a casa, disegni rovinati con scarabocchi e bombe carta nascoste sotto la sua automobile, esplosa fortunatamente nella notte, i messaggi di intimidazione arrivano continuamente.

D’altra parte, non si perde d’animo poiché la sua motivazione è ben più forte di queste minacce. Nel 2008, un amico con cui ha frequentato la scuola di design, è stato picchiato a morte da un gruppo di ragazzi di estrema destra, solo perché aveva rifiutato di ceder loro una sigaretta.

Nicola Tommasoli è la sua spinta a questa protesta pacifica che, nonostante tutto, ha portato la storia a ripetersi: basti ricordare il recente caso di Willy.

Da Verona a Milano

Così da Verona, a Marseille, a Milano ed in giro per il mondo, egli lascia il segno collaborando con altri suoi amici artisti e, talvolta, si fa anche aiutare dai boy scout. Insomma, un nobile scopo che lascia anche un bel aspetto decorativo alle città, per quanto temporaneo, a chi non piacerebbe vedere le mura delle proprie città tappezzate di cibo?

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

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