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Ho intervistato i Kill Dafne per saperne di più sull’ultimo singolo!

Ho intervistato i Kill Dafne per saperne di più sull’ultimo singolo!

I Kill Dafne sono un progetto musicale bresciano, che canta sia in italiano sia in inglese e che ha di recente pubblicato il nuovo singolo, “Il mare i

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I Kill Dafne sono un progetto musicale bresciano, che canta sia in italiano sia in inglese e che ha di recente pubblicato il nuovo singolo, “Il mare in testa”. Ecco le nostre domande.

Ci raccontate qualcosa del vostro progetto?
Siamo una burrascosa famiglia musicale nata nel 2015 con l’obiettivo di creare. La penna psicopatica e le pennate dure di Fabiana hanno incontrato il basso brontolone di Elisa, i ritmi monelli di Francesco, la follia chitarristica di Michele. Da questo improbabile groviglio sono nati 2 dischi in inglese, 2 singoli in italiano, oltre 300 concerti, concorsi espugnati e nuovi brani.

“Il mare in testa” è il vostro singolo… Un brano nato di getto oppure arrivato con il tempo?
Il ritornello e parte della prima strofa sono nati di getto fuori dal supermercato in un giorno di sole e cielo color blu mare. Era la prima settimana di lockdown. Il resto è maturato piano piano tra le nostre teste e le nostre (di)stanze; infine il brano si è perfezionato allo studio bresciano AltreFrequenze di Giorgio Reboldi.

La canzone cerca di spingere a un po’ di razionalità e a godersi il tempo. Ma non è proprio questa la cosa più difficile in un momento come questo?
Già. È un brano che racconta con leggerezza le reali scomodità quotidiane quali il non sopportarsi più, essere prigionieri di doveri e relazioni, subire le restrizioni e gli eventi senza certezze; il testo in più passaggi accarezza criptico la definizione di famiglia… quanto sono piccoli i nostri grandi drammi di fronte alla possibilità che non ci sia un futuro per noi domani? Da qui l’urgenza di godere ora, migliorarci la giornata, accantonare le paranoie. Almeno per oggi.

Quali sono i vostri punti fermi musicali?
Fabiana è legata al Pop e al Rock degli anni Novanta, ma è piuttosto randagia musicalmente e mai paga di ciò che ascolta, perciò il suo punto fermo è la sola necessità di scrivere; Elisa e Michele hanno sicuramente respirato gli anni Ottanta, la New Wave, il Metal, l’Hardcore, le produzioni innovative passate e recenti; Francesco giudica imprescindibili gli anni Sessanta, Settanta, l’Underground italiano e internazionale. Pur con gusti diversi, a tratti inconciliabili, fortunatamente concordiamo sui nostri brani che sono il punto di contatto tra le nostre assurde traiettorie personali.

Che cosa avete in progetto per il futuro?
Abbiamo in serbo ancora tanta musica in italiano e in inglese, un nuovo singolo in uscita l’8 febbraio per supportare la richiesta di scarcerazione di Patrick Zaki, una cover in omaggio a una band locale promettente, purtroppo sciolta a causa della prematura scomparsa del cantante. Poi – si spera – la gioia del palcoscenico: ci manca come l’aria. Grazie!

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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