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La prima impressione è sempre quella giusta. O forse no

La prima impressione è sempre quella giusta. O forse no

Per alcuni è una preoccupazione, per altri una semplice costante apparente: ma bisogna sempre fare affidamento sulla prima impressione? Per i giovany

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Per alcuni è una preoccupazione, per altri una semplice costante apparente: ma bisogna sempre fare affidamento sulla prima impressione? Per i giovany no…

Mettiamola così: la prima impressione è un po’ come il primo bacio, non si scorda mai!

Che sia all’interno di una relazione o di un colloquio, l’impressione che abbiamo degli altri o che dobbiamo offrire di noi stessi rimane il punto di partenza in ogni caso.

Riassumendo, abbiamo a che fare con un’operazione del nostro cervello che attua uno screening intuitivo, aiutandoci a tracciare le caratteristiche della persona che abbiamo davanti. Un processo che – secondo gli studi di Bert Decker – impiega meno di due secondi: un 50% dell’immagine viene prodotta in questo primo istante.

Successivamente, risultano sufficienti quattro minuti per finire di completare l’idea che abbiamo in testa e che determinerà poi la nostra interazione.

Questi, scientificamente parlando, sono i motivi che spiegano come mai sia così difficile abbandonare le nostre prime sensazioni. Ma è anche scientificamente confermato che i giovany, ebbene sì, tendono a giudicare sempre meno un libro dalla copertina.

Forse per la meno esperienza o per l’aria di spensierata genuinità, ma sono sempre di più i ragazzi che decidono di non costruire barriere di fronte a quelle personalità che – rimanendo nella “book line” – non risultano libri aperti.

E più si va avanti, più ci si ritrova a combattere con la “buona” impressione diventata prerogativa assoluta: a un passo dalla sfera del giudizio (seppur superficiale) ci si addentra nella polemica del panorama lavorativo.

E come se non bastasse, avete presente gli Speed Date romantici? Ecco, sono atterrati anche nei colloqui lavorativi sotto le spoglie di “Speed Dating for Job”. Da ora in poi, nella lista degli obiettivi da conquistare i giovany hanno sempre meno tempo per schivare la valanga di giudizi non curanti di qualsiasi fattore esterno ed emotivo.

Se fosse sufficiente una manciata di minuti per determinare la validità di una persona, beh… in un’ora potremmo conquistare il mondo. O distruggerlo!

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

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