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“Operazione Varsity Blues”: quando a ogni (don)azione corrisponde una reazione

“Operazione Varsity Blues”: quando a ogni (don)azione corrisponde una reazione

Il documentario “Operazione Varsity Blues: scandalo al college” sbarca su Netflix: cosa si cela nella truffa sulle ammissioni più grande di tutti i te

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Il documentario “Operazione Varsity Blues: scandalo al college” sbarca su Netflix: cosa si cela nella truffa sulle ammissioni più grande di tutti i tempi?

C’è chi soffre, chi metabolizza – “È tutto ok se non mi ammettono. È già capitato a tanti, quindi…” – e chi invece è disposto a giocare carte false. “Operazione Varsity Blues: scandalo al college”, oltre a essere un’indagine condotta dall’FBI, è il titolo del nuovo docufilm di Chris Smith su Netflix.

La più grande truffa sull’ammissione ai college americani si concentra nella mente di Rick Singer, ovvero il cervello dell’operazione, che prese vita nel 2011 – per altri molto prima – e che si snoda sulla formula di un unico criterio: il prestigio.

Una filosofia sulla falsa riga del fine che giustifica i mezzi, utile a scolpire lo status quo delle famiglie benestanti americane che sono disposte ad arrivare a tanto.

Forse perché l’ammissione al college non è solo uno sketch da serie TV americana su cui sdrammatizzare, ma è un progetto di vita, una vera ambizione. Indistintamente per tutti.

Anzi, chi ha di più è privilegiato e può accedere alle side doors – le cosiddette entrate di favore – e questo Singer lo aveva capito bene. Come? Attraverso generose donazioni e in qualità di Life coaching (consulente universitario indipendente).

Considerare gli studenti come finti sportivi reclutati (vedi lo scandalo dell’influencer Olivia Jade Giannulli nella USC), diagnosticare finti deficit cognitivi ed eseguire test standardizzati attraverso investimenti: queste sono solo alcune delle azioni riportate, che hanno attivato il circolo vizioso delle famiglie più ricche d’America.

È una trasposizione filmica documentaristica che – con la ricostruzione delle conversazioni reali – ha messo in luce l’ormai oppresso metodo meritocratico e il punto di vista delle vittime in questione.

Ma in un sistema fraudolento, si sa, i nodi prima o poi vengono al pettine. Soprattutto quando si usa come balsamo la giustizia.

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

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