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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di A-Lex Gatti

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo di A-Lex Gatti

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è A-Lex Gatti a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo singolo “Lost

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è A-Lex Gatti a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo singolo “Lost in your smile”.

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo, “Lost in your smile”, abbiamo fatto due chiacchiere con A-Lex Gatti, cantautore e chitarrista toscano con l’America nel cuore e il cuore sulla punta delle dita: c’è ancora chi, per fortuna, crede nel Dio Fender e nel rock’n’roll.

Ecco il resoconto della nostra chiacchierata!

Ciao A-lex! Partiamo subito con il botto: esprimi un opinione impopolare che sconvolgerà fin da subito i nostri lettori!
Ciao a tutti! Industria e Musica sono due entità direi all’opposto. Quindi rabbrividisco quando si parla di Industria Musicale. La musica non è e non sarà mai una mera questione di soldi.

Dopo “Inner Peace” e “You & I”, un altro pezzo che parla d’amore. Insomma, sei un romantico! Ma davvero, come direbbe Brunori, non si può cantare che d’amore <<perché di che altro vuoi parlare>>?
Beh più che altro direi che è il primo brano in realtà a parlare d’amore. Infatti questa è la prima vera Ballad che parla più in dettaglio di tale sentimento. In realtà , come poi anche le altre, sono riflessioni personali un pò più complesse e che riguardano quello che penso in generale delle emozioni umane. E di base c’è sempre si un amore , ma più precisamente verso noi stessi.“Lost in your smile “ è sicuramente la più romantica del trittico. L’amore è un propulsore importante , come sostiene anche Brunori, ma ce ne sarebbero di cose da dire su molte tematiche, e le dirò. Anche se al giorno d’oggi schivare tutti i taboo e le tematiche controverse non è affatto facile. Non vi resta quindi che seguirmi e cercare di capire come la penso.

“Lost In You Smile” ricorda un certo gusto alla Pearl Jam che ci riporta a mondi lontani – ma mai così vicini. Quanto è importante oggi riscoprire ciò che è stato? Credi sia possibile, in qualche modo, proporre qualcosa di musicalmente “nuovo”, al giorno d’oggi?
Sicuramente è importante conoscere ed essere preparati sulla musica in generale, e quindi anche su quello che è stato. Molte volte canzoni o brani che ci sembrano “vecchi” alle orecchie, in realtà avevano messaggi molto più complicati e profondi di quanto appaiano e risultano tristemente molto più moderni di tanta musica contemporanea. Quindi sì, per me è importante farsi carico e bagaglio di ciò che è stato per poterne superare i limiti. Poi vabbè se parliamo di pietre miliari del rock o di qualsiasi genere vogliate, i limiti son pochi. . . E sì, credo si possa proporre qualcosa di musicalmente nuovo, perché le influenze e le possibilità sono ormai praticamente infinite. Basterebbe ci fosse più voglia di sperimentare e più voglia e agilità mentale per accettare le varie sperimentazioni, cosa che data la saturazione musicale e la conseguente omologazione diventa problematico ma non impossibile.

Nell’era dei samples e dei campioni, il tuo nuovo brano ha il sapore giusto del rock’n’roll, e fa salire tutta la voglia di “live” che ci resta. Secondo te, dopo tutto questo stop, come andranno le cose? Che sensazioni hai, per il post-apocalisse?
Data la stanchezza mentale e fisica delle persone negli ultimi tempi , credo e spero che si rivalutino alcuni comportamenti che prima davamo per scontati e quindi mi aspetto una sorta di “Rinascimento” a livello di musica live ed eventi. Non ho buone sensazioni nel senso che spero che i live clubs i teatri etc, riescano a tener botta fino a quel momento di ripresa, che penso ci sarà, ma per cui purtroppo dobbiamo ancora attendere.

Devi mettere su una band per tornare finalmente a suonare. Scegli i tuoi musicisti: hai totale libertà…
Alla batteria direi Dave Grohl, non per declassarlo da ruolo di cantante e leader, ma avere un batterista come lui che compone e scrive come nei Nirvana, beh farebbe molta gola.
Alla chitarra Ritmica e solista Tom Morello dei Rage Against The Machines.
Al Basso Ben Shepherd.
Synth and Keyboards Rick Wakeman.

Un disco, un film e un libro che in qualche modo potrebbero ben “sposarsi” con la tua “Lost in your smile”.
Direi “Harvest” di Neil Young, “500 giorni insieme” di Marc Webb come film e “Succede sempre qualcosa di meraviglioso” di Gianluca Gotto.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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