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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei MOCA

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei MOCA

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i MOCA a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo singolo “Falchi

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i MOCA a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo singolo “Falchi”.

Dopo la pubblicazione nel 2020 del primo album “Oplà”, il passaggio attraverso le principali playlist Spotify (da New Music Friday a Indie Italia e Scuola Indie) e un tour stroncato in pieno slancio dalla pandemia, i MOCA raccolgono i cocci di questo inverno da buttare e gettano ancora il corpo nella lotta, abbattendosi come falchi in picchiata su tutto ciò che ci avevano abituato a sentire. “Falchi”, il nuovo singolo della band spezzina in uscita il 7.5.2021 per La Clinica Dischi, è un grido d’aiuto che nasconde la rabbia del rapace. In attesa di una rinascita che possa finalmente farci tornare al nido che ci appartiene, nel cuore della tempesta.

Ecco cos’è uscito dalla nostra chiacchierata con i ragazzi!

Moca, partiamo dalle cose basilari. Cosa vuol dire, oggi, essere una band, nell’era delle distanze e dei palchi chiusi.
Vuol dire prima di tutto determinazione, ad oggi si sa esistono i modi di continuare a lavorare a distanza, ognuno dalla propria cameretta, ma la verità è che non è la solita cosa. Eravamo abituati a vederci nella nostra sala, jammare, provare i nostri brani e cazzeggiare insieme. Stiamo pian piano recuperando questa routine, però sarebbe ipocrita non accentuare questo problema, di cui banalmente un progetto solista non risente.
Di contro si hanno dei compagni di viaggio pronti a sostenerti e a spronarti nel caso ti buttassi troppo giù, la vera e propria forza di essere un gruppo, una seconda famiglia.

Falchi è il vostro nuovo singolo, dopo la pubblicazione di “Opla Vol. 1”; cos’è successo in questi mesi? Il sound, a dire il vero, sembra aver preso una direzione nuova, più “cool”…
Abbiamo continuato ad ascoltare musica e giocoforza il nostro sound si è ulteriormente spostato, ma in realtà noi non la vediamo come una vera virata o un cambio di direzione.
“Oplà Vol. 1” aveva la caratteristica di essere un disco d’esordio molto eterogeneo, ricco di influenze e sound diversi, in quest’ottica anche il Vol 2 non sarà diverso e raccoglierà quelle che sono state le nuove influenze dell’ultimo anno.

“Falchi dietro la zanzariera” potrebbe essere l’immagine utile a descrivere le condizioni di tutti, in questo momento delicato che dura ormai da più di un anno. Quanto ha inciso la situazione pandemica sulla vostra scrittura?
Moltissimo, ma allo stesso tempo poco.
Durante i mesi di lockdown generale abbiamo lavorato a rilento, ma qualcosa abbiamo comunque prodotto. A partire dalle prime riaperture siamo stato molto produttivi e, ad essere sinceri, il tema della pandemia o delle distanze non è mai davvero entrato all’interno delle nostre canzoni, se lo ha fatto probabilmente è successo inconsciamente.

Il primo volume del vostro disco d’esordio preannuncia l’uscita di una seconda parte. Sapete già dirci qualcosa in merito? E soprattutto, perché avete deciso di scindere in due il vostro debutto discografico?
Il nostro disco d’esordio “Oplà” sarebbe dovuto uscire il 27 marzo 2020 e ad esso sarebbe dovuto seguire un relativo tour.
Verso fine febbraio, una volta realizzata l’infattibilità di ciò che programmavamo da mesi, abbiamo deciso di far diventare “Oplà” un progetto doppio, in modo da potere dar maggiore risalto a quello che, nonostante sia diviso in due trance, per noi risulta il nostro disco d’esordio.
Per il “Volume 2” possiamo dirvi poco, se non appunto che una volta uscito se messo insieme al Volume 1 potrete finalmente ascoltare “Oplà”!

Ma, al netto di tutto ciò, esiste qualche ambito in cui il pappagallo riesce ad avere la meglio sul falco? Oppure solo nelle favole può succedere che Davide vinca contro Golia?
La copertina di “Falchi” secondo noi spiega un po’ questo annoso quesito, per noi il pappagallo in realtà vince sempre.
Vince nel momento in cui il falco è si il modello di tutti, o dei più, ma non ha un riscontro nella realtà in cui tutti viviamo.
Non essere quegli animali nobili e impeccabili, che spesso speriamo di essere, ci rende secondo noi ancora più perfetti.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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