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Lavoro feat. Scuola: gli under 16 si rimboccano le mani per fronteggiare crisi

Lavoro feat. Scuola: gli under 16 si rimboccano le mani per fronteggiare crisi

Il 54% dei genitori ha detto che la depressione dello stato è talmente forte che se i loro figli decidono di iniziare a lavorare è solo un bene. I poc

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Il 54% dei genitori ha detto che la depressione dello stato è talmente forte che se i loro figli decidono di iniziare a lavorare è solo un bene.

I pochi stimoli offerti dalla scuola e il peso della crisi economica non sono elementi positivi per uno studente. E dunque? Tutti a lavorare! No, non è una ramanzina o un rimprovero. E’ la fotografia del momento in cui viviamo. Ad oggi, in molti cercano e vogliono quel pizzico di indipendenza sin dai primi anni del liceo. Mettere da parte i propri soldi e sentirsi già un po’ più grandi, magari comprandosi quella giacca di pelle agognata senza dover chiedere i soldi a mamma e papà. Per altri, però, la ricerca di un lavoretto sta diventando una necessità. Un numero sempre crescente di studenti costretti ad abbandonare i banchi di scuola per abbracciare un posto di lavoro sta diventando la triste realtà di questa Italia acciaccata.
Un’indagine di Datanalysis per l’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) ha diffuso cifre sconcertanti intervistando 1.000 mamme e papà. Sono ormai 260mila gli under 16 ad essere diventati dei baby lavoratori ma 30.000 di questi sono a rischio sfruttamento perché impiegati in attività pericolose. Tra l’altro, uno su due non viene neppure pagato anche perché la maggioranza aiuta in casa (33%) o nell’attività di famiglia (40%). L’indagine ha messo in luce un crescente disinteresse da parte dei genitori: il 26%, con punte del 33% al Sud e il 22/24% al Nord, non ci vede nulla di male, mentre il 20% ritiene che il giudizio debba dipendere dalla situazione. Inoltre, 1 ‘vecchio’ su 3 giustifica l’impiego dei figli nel mondo del lavoro a causa della pressante crisi economica.

Giuseppe Mele, presidente Paidòss, ha poi lasciato una dichiarazione che francamente spiazza: “Solo il 34% delle mamme e dei papà costringerebbe a far rimanere sui banchi un figlio intenzionato a lasciare la scuola per lavorare: uno su 4 accetterebbe la decisione pur ritenendola un errore, uno su 5 la considera una volontà da rispettare comunque”.

Una cosa è certa: se sono i minori a dover andare a lavorare per fronteggiare la crisi, allora la società, lo Stato e la politica hanno davvero fallito, #FacceCaso.

Di _Riccardo Zianna_

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