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La “pessimenza”

E se le università venissero valutate in base alle loro criticità e non alle eccellenze? Da che mondo è mondo esiste il “giudizio”, una scala di valor

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E se le università venissero valutate in base alle loro criticità e non alle eccellenze?

Da che mondo è mondo esiste il “giudizio”, una scala di valori intesa a misurare una persona, un essere, un oggetto. Quanto più l’oggetto della valutazione sarà vicino al massimo, tanto più sarà da noi considerato migliore. Al contrario, quanto più sarà vicino al minimo, tanto più tenderemo ad allontanarci da lui/lei, esso/essa. Ad essere immerse nel grande mare che sono i giudizi sono, da un po’ di anni a questa parte, le università, istituzioni giudicate da varie giurie mondiali in base a qualità della preparazione, rapporti internazionali, possibilità di carriera ecc. che certificano quanto più esse si avvicinino all’ “eccellenza”. Ebbene, all’università Sapienza di Roma si sono stancati di valutare queste istituzioni in base all’eccellenza ed hanno iniziato a valutarle secondo la scala opposta: la scala di valore della “pessimenza”. Il lavoro è stato compiuto dalla Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali ed è tesa a valutare, più che i punti di forza di un college, le criticità dello stesso. Obbiettivo comune, prospettiva di osservazione diversa.
Lo scopo è quello di valutare, in particolare, docenti e relativi corsi, in modo da poterli migliorare e rendere più adatti alle necessità degli studenti di oggi. Le criticità possono essere molteplici, ad es.: presenza del docente in aula, e qui ad essere giudicato sarà il docente, oppure proporzione aule/studenti, e qui ad essere giudicata sarebbe invece la struttura troppo grande o troppo piccola. Chiaramente, osservando un professore, una struttura o un’università che si trovino per diversi anni in una situazione di “pessimenza”, vorrebbe di certo dire che qualcosa da quelle parti dovrebbe cambiare. Ma lasciamo parlare proprio gli autori di questa splendida idea, che dicono: “Senza attribuire valore sacrale a tali suggerimenti, bisogna affermare il dovere di rispondere con puntualità alle critiche, analizzandole con serietà”.

Di Giulio Rinaldi

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