Tempo di lettura: 2 Minuti

Tirocini in rialzo e i ragazzi ci cascano

Tirocini in rialzo e i ragazzi ci cascano

I dati sui tirocini ad inizio 2017 sembrano segnare un periodo di buona salute per il mercato del lavoro ma, a ben guardare, forse non è così. Sempre

Medici senza speranze. Siamo in Italia
Un bel cambiamento per Spotify
Clitennestra, voi la mia coscienza, io il vostro grido a teatro dal 21 al 24 febbraio

I dati sui tirocini ad inizio 2017 sembrano segnare un periodo di buona salute per il mercato del lavoro ma, a ben guardare, forse non è così.

Sempre più spesso giovani e meno giovani si trovano a fare i conti con una realtà lavorativa satura ed incerta, dove trovare un posto si trasforma in un’ardua impresa non solo perché il mercato del lavoro è in crisi ormai da anni ma anche perché il sistema di inserimento e quasi mai garantisce veramente la possibilità di testare anticipatamente un determinato impiego, al fine di fare scelte giuste nel futuro.
I dati aggiornati ai primi mesi del 2017 sembrano però smentire le prospettive appena delineate, in quanto

il Ministero del Lavoro fa sapere che a febbraio 2017 le esperienze di tirocinio in corso risultano circa 147.000 in tutta Italia, contro le 114.000 del 2015 e addirittura solo 63.000 nel 2012.

Queste informazioni potrebbero far pensare ad un “risveglio” del mondo del lavoro, ingenerando prospettive di ottimismo in chi è in cerca di un lavoro.
Niente di tutto questo purtroppo!

I dati di cui siamo a disposizione denunciano, invece, a chiare lettere, la situazione impietosa in cui versa ormai da anni il mondo del lavoro, soprattutto in relazione a quelle fasce deboli, coloro che stanno per entrarvi (24-30 anni) e gli adulti che fanno sempre più fatica a “riciclarsi” (45-60 anni). Si tratta, infatti, di un sistema altamente malato poiché i contratti di tirocinio vengono utilizzati irregolarmente come sostituti di un vero e proprio contratto di lavoro subordinato, al fine di eludere la disciplina relativa ai trattamenti previdenziali e salariali, facendo figurare così un disperato disoccupato pronto a tutto pur di qualche spicciolo come un tirocinante piuttosto che un lavoratore subordinato del datore di lavoro (solitamente un ente pubblico o privato).

La deriva dei tirocini (o anche “stage” per farla sembrare una bella parola) è denunciata con forza da Maurizio Del Conte, il presidente dell’Anpal (l’agenzia nazionale del lavoro): “La significativa crescita di questi ultimi anni non si giustifica, evidentemente lo stage che doveva essere il primo contatto con il mondo del lavoro e momento di formazione è invece diventato altro da sé, ha assunto la funzione sostitutiva delle vere forme contrattuali […] La figura tipo dello stagista sembra essere quella del disoccupato che per trovare un lavoro passa dal tirocinio”. È stato sottolineato come per porre un freno al sistema vi sia bisogno che un rafforzamento dei controlli da parte di chi di dovere ma, a parer di chi scrive, fondamentale è che proprio gli enti che ospitano i tirocini si mettano una mano sulla coscienza facendone buon uso, anche al fine di incrementare il proprio organico con i migliori tirocinanti che gli si presentano.

[Se sei un tirocinante o un aspirante tale, informati bene sui tuoi diritti e doveri: QUESTO è il documento del Comune di Roma realizzato per i più giovani].

Di Lorenzo Maria Lucarelli

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0