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Gli studenti italiani hanno scarse capacità motorie

Gli studenti italiani hanno scarse capacità motorie

Se non si può contare sulle capacità motorie, sperare in un miglioramento delle prestazioni sportive è un’utopia. #FacceCaso. Se continuiamo così, ne

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Se non si può contare sulle capacità motorie, sperare in un miglioramento delle prestazioni sportive è un’utopia. #FacceCaso.

Se continuiamo così, nel 2020 bambini e adolescenti italiani raggiungeranno il grado zero delle capacità motorie.

Gli adolescenti hanno il fisico da anziani. “Tanti quindicenni – spiega Mario Belluccinon sanno andare in bici. Di correre non se ne parla, il camminare è ridotto a pochi metri al giorno”.

“Il livello di mineralizzazione delle ossa si abbassa: non è un caso che a scuola tanti ragazzi sian perennemente infortunati. La loro muscolatura così poco tonica da creare problemi di postura: dopo pochi minuti in piedi devono sedersi. Sono stanchi”.

Se non si può contare sulle capacità motorie, sperare in un miglioramento delle prestazioni sportive, in questo contesto, è un’utopia.
In Italia, per quanto riguarda l’atletica leggera, solo il 30% dei primati tra gli uomini nelle categorie giovanili è stato stabilito nel nuovo millennio (25% donne). Negli USA i primati tra i giovani sono il 78% tra gli uomini e il 90% tra le donne.

Sergio Dugnani, docente di Scienze del Movimento all’Università di Milano, racconta.
“In prima media due ragazzi su tre non sanno eseguire una capovolta in avanti: si bloccano, contorcono, associano su un fianco”.


“Un tempo la capovolta si apprendeva in maniera naturale giocando, tra i 6 e gli 8 anni. Dopo aver i parato a rotolare e strisciare. Doverla insegnare ai ragazzi di 11-12 anni che pesano già 40 chili significa recuperare un ritardo”.

Annalisa Zapelloni, decano dei docenti di educazione fisica romani. “La scomparsa del gioco di strada ha provocato danni incalcolabili.
Chi non si è mai arrampicato su un albero o su un muro non ha forza nelle braccia e nelle gambe. È privo del senso dell’equilibrio.
Vedo ragazzini in difficoltà se chiedo loro di saltare a piedi pari una riga disegnata sul pavimento. Non sono disabili: semplicemente non l’hanno mai fatto”.

Per ovviare a questo problema, il professor Gianni Alessio ha trasformato il giardino abbandonato della scuola Pavoni in un centro di rieducazione motoria nel popolarissimo quartiere Quadraro.

Grazie al contributo dei volontari, atleti come Oxana Corsa, argento paralitico nei 100 e 200 metri a Londra, hanno potuto coronare il loro sogno da atleta. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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